Cannabis e celiachia

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Evitare di mangiare glutine tutti i giorni è indispensabile per le persone celiache, ed è comunque sano per chiunque. Soprattutto, è sano evitare di mangiare molto glutine poiché i cibi che ne contengono in grandi quantità in genere sono quelli industriali e questo tipo di alimenti, al pari di diverse sostanze stupefacenti, sono lavorati, trattati, rimaneggiati, tagliati con una serie di sostanze dannose per l’organismo.

Sarebbe buona norma, quando andiamo a fare la spesa al supermercato, fare attenzione alle etichette e se leggiamo addensanti, edulcoranti, esaltatori, correttori è bene sapere che si tratta di “sostanze da taglio”, sostanze che, da un punto di vista nutrizionale, non apportano nulla al nostro organismo ma servono a rendere i cibi simili a pupazzi che compreremmo in un negozio di giocattoli: gradevoli, graziosi, facili, morbidi, teneri, di colori preferibilmente tenui.

Il mercato del taglio alimentare è un mercato intelligente: sa quanto siamo soli, carichi di stress e ansia, sempre di corsa, con poco tempo da dedicare a noi stessi e alle relazioni ed è proprio su questi nostri punti deboli, è proprio sulla nostra innata necessità di risarcimenti affettivi ed emotivi che l’industria del taglio alimentare fa leva. Ecco allora che sapientemente ci propone pietanze – da notare che la parola pietanza ha la stessa radice della parola pietà – “coccolose”, saporite, veloci da preparare, facili da consumare. È un mercato furbo e generoso come un pusher che si rispetti. Ci dona fugaci momenti di gioia. Peccato che in cambio ci restituisca tossine, valori sballati, malattie, rendendoci perfetti clienti di un’altra potente industria, quella farmaceutica.

Hai voglia a dire che se ti ammali pesi sul Pil nazionale, forse era così quando lo Stato ancora esisteva, adesso le carte in tavola sono radicalmente cambiate: l’economia cresce se ti ammali, perché ammalandoti alimenti gli azionisti dei farmaci. Allora, come proteggersi? Come imparare a difendersi? Proviamo a dare qualche risposta funzionale, pratica, concreta. Cambiamo il nostro stile di vita.

Compriamo il più possibile prodotti a Km 0. Compriamo dai gruppi d’acquisto solidale. Se non ce ne sono nei nostri quartieri, crearli è facile, il web è pieno di siti che ne facilitano la nascita. In ambito vegetale, evitiamo il bianco e preferiamo cibi integrali. Leggiamo le etichette e, quando vediamo che sono presenti tutte quelle cose di cui sopra, rimettiamo la pietanza nello scaffale. Variamo, diversifichiamo il più possibile la nostra alimentazione.

Evitiamo cibi preparati, prepariamoli noi a casa. Evitiamo le pappe morbide che ci fanno masticare poco e male, ci riempiono lo stomaco e danneggiano il nostro organismo. Eravamo partiti dalla celiachia ma siamo andati lontano: come evitarlo? Come evitare di dire a chiare lettere che l’industria del cibo non ci vuole bene?

Certo, un ritrovato dell’industria che ultimamente va forte sono le crocchette di soia, meglio se biologiche soprattutto per non rischiare che siano Ogm, veloci da preparare e perfette per i celiaci. Sempre in tema celiachia, con la farina di soia si fa un’impanatura bella croccante, assolutamente valida come alternativa della farina di frumento. E gli spaghetti di soia? Pronti in un attimo, zero glutine, perfetti se vuoi mangiare esotico tra le pareti di casa tua: con gamberetti, piselli, uova e tamari, meglio che dal cinese e sicuramente è tutta roba sana, magari non Ogm, perché sai dove l’hai comprata e, presumibilmente, sai da dove viene.

Tuttavia, un’altra regola d’oro è che l’ideale sarebbe mangiare cose “nostre”, cose che stanno nel nostro Dna e che siano completamente assimilabili dal nostro organismo. Agli esseri umani la soia non è che faccia tanto bene. Più che altro è un po’ aria fritta, il nostro organismo non la conosce/riconosce per cui è difficile che la utilizzi al meglio.

Allora, signore e signori, ecco a voi la Signora Canapa: nostrana, nutriente, antica e sana. Perfetta per impanare, fare crocchette, condire l’insalata (sia con i semi che con l’olio) e per impanare qualsiasi cosa. Soprattutto, è priva di glutine. Ma la buona notizia non finisce qui: una ricerca condotta da un team tutto italiano presso l’Università di Teramo ha dimostrato che la presenza di Cannabis nel corpo di persone affette da celiachia attenuerebbe i sintomi della malattia in maniera sorprendentemente efficace.

Con questo non si intende invogliare i celiachi e le celiache al consumo di Cannabis, bensì suggerire che le pietanze contenenti Canapa possono rivelarsi degli ottimi sostituti dei cibi che contengono glutine e, probabilmente, anche alleviare alcuni sintomi della malattia. Tornando ad alcuni preparati rapidi dell’industria alimentare, il mercato della Canapa non è sprovvisto di preparati già pronti a base di Canapa adatti a una dieta celiaca e non.

Ricavato dalla spremitura dei semi di Cannabis sativa, l’hemp fu si presenta in panetti bianchi o sotto forma di crocchette da ripassare in padella e possiede un alto contenuto di fibre oltre a una buona quantità di proteine ad alta disponibilità. Esistono prodotti con farina di Canapa e té verde, ad esempio i cracker alla Canapa devono la loro ideazione a un gruppo di ricercatori dell’università di Novi Sad, in Serbia, insieme ricercatori del Guelph Food Centre Research in Canada. Anche in questo caso proteine e fibre non mancano, come non manda un alto contenuto di minerali e degli acidi grassi essenziali omega3 e omega6.

Fonti:
Altered Expression of Type-1 and Type-2 Cannabinoid Receptors in Celiac Disease

Gluten-free crackers made with hemp flour, decaffeinated green tea leaves

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