La Canapa da seme conquista il Trentino Alto Adige

Futura 75 Canapa francese monoica

Un mercato in espansione, e a dirlo sono i numeri, che in Trentino sono quintuplicati nel giro di soli quattro anni. I numeri a cui ci riferiamo sono quelli delle aziende che in Trentino Alto Adige hanno iniziato a coltivare Canapa da seme, passando dalle 4 imprese del 2014 alle 20 del 2016. Un incremento che, in linea con l’andamento di altri Paesi europei, è destinato a crescere, soprattutto tra le aziende multifunzionali, cioè quelle che coltivano anche ortaggi ed erbe medicinali, di media montagna.

Secondo la Fondazione Edmund Mach, l’istituzione che, nata nel 2008, si occupa di formazione nella ricerca e nel trasferimento tecnologico in campo agricolo, alimentare e ambientale, la crescita registrata in Trentino Alto Adige riguarda l’intero nord Italia ed è di grande interesse soprattutto perché, come ha detto Flavio Kaisermann della Fondazione Mach, “nelle nostre zone si era conosciuta la Canapa da fibra, utilizzata nel settore tessile, ma mai quella da seme”. Un ritardo certamente dovuto al retaggio culturale italiano, che vede nella Canapa una pianta da cui estrarre una sostanza illegale, che molti imprenditori agricoli stanno iniziando a colmare. “È ora di uscire da questo pregiudizio e di capire che si tratta di cose ben diverse – ha detto ancora Kaisermann – perché le specie di Canapa da seme coltivate legalmente sono tutte inserite in una lista europea di varietà consentite. Il requisito alla base di questo elenco è il contenuto di THC presente nelle piante che, per essere ammesso dalla legge, deve essere inferiore allo 0,2%”.

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Due sono le specie coltivate in Trentino, la Futura 75 (varietà monoica francese) e la Finola (varietà dioica finlandese), che arrivano rispettivamente a una altezza di tre metri e di un metro o un metro e mezzo. Entrambe vengono seminate in aprile mentre la raccolta è tra agosto e settembre. Come ha raccontato ancora Kaisermann, a scegliere queste nuove colture sono stati gli stessi agricoltori, “noi della Fondazione abbiamo offerto consulenza tecnica e gli strumenti necessari alla lavorazione”, e al momento, i più interessati alla coltivazione della Canapa da seme sono i gestori di aziende multifunzionali, che aggiungono la Canapa alle altre colture.

La scoperta in campo agricolo va di pari passo a quella in campo alimentare: i semi di Canapa, infatti, possono essere usati in cucina, sia interi che come farina, danno olio, il prodotto più largamente usato. Non solo. A trarre giovamento anche la cosmetica, visto che dai semi di Canapa si estrae un emolliente e ritardante dei sintomi dell’invecchiamento. “Un litro di questo olio costa tra i 40 e i 50 euro – ha detto ancora Kaisermann – e se si considera che le cure da dedicare alla pianta sono ben poco dispendiose, è certamente una coltura che dà guadagno. Ecco perché per il futuro prevediamo un costante aumento di queste piantagioni, soprattutto in aziende multifunzionali di media montagna, come integrazione ad altre coltivazioni in zone di scarsa fertilità”.

Fonti:

La Canapa da seme conquista la cucina e 20 aziende trentine

Sito della Fondazione Mach

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