Cannabis Terapeutica in Emilia Romagna dal primo settembre

Cannabis Terapeutica Emilia Romagna

L’Emilia Romagna diventa la dodicesima regione italiana ad adottare una legge regionale sulla Cannabis Terapeutica, mettendo immediatamente a disposizione un milione di euro per coprire i costi dei medicinali, che saranno rimborsati solamente per le terapie di riduzione del dolore. In realtà la legge venne approvata nel 2014, ma i fondi e il “via libera” sono stati dati solo in questi giorni.

La legge entrerà effettivamente in vigore a partire dal primo di settembre, giorno in cui partiranno le erogazioni del farmaco, dietro presentazione della ricetta medica, che è stata creata appositamente.

La fornitura del medicinale sarà valida per 30 giorni, e rinnovabile di volta in volta. È previsto un sistema di monitoraggio e rivalutazione periodica della terapia, mirati alle statistiche, ma soprattutto alla reale situazione di salute del paziente.

La fornitura di tutta la quantità distribuita in Regione arriverà dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze.

Lentamente la maggior parte delle Regioni si stanno adeguando alla legge nazionale che lascia libere decisioni alle amministrazioni in materia di fornitura di Cannabis Terapeutica a chi ne ha diritto; il totale è arrivato a dodici, più della metà delle Regioni Italiane, anche se non tutti i Consigli Regionali che hanno regolamentato la distribuzione sostengono interamente o in parte i costi del medicinale. In questo senso in Italia c’è ancora enorme disparità, e questo provoca non pochi problemi ai pazienti, in quelle regioni in cui la terapia non è a carico del Servizio Sanitario Regionale.

Siamo ancora lontani dalla gratuità della terapia, almeno per i non abbienti, come sancito dalla Costituzione Italiana, così come siamo lontani da quella prospettiva di auto produzione della medicina che in altri Paesi del mondo è una solida e consolidata realtà. Nell’affrontare l’argomento della Cannabis Terapeutica in Italia non si tiene conto di aspetti fondamentali per la terapia stessa: ogni patologia necessita di una qualità di Cannabis differente, così come sono differenti e soggettivi gli effetti sull’essere umano. Quindi la prospettiva di un unico medicinale standard (o di un ristretto numero di qualità differenti) potrebbe non essere sufficiente a coprire tutto lo spettro di patologie cui la Cannabis porta sollievo.

Arrivare a questa situazione è di per sé un enorme progresso, i prossimi passi saranno da compiere nelle giuste direzioni, verso una più ampia considerazione di questa pianta come medicinale.

One Comment

  1. L Idv propone, infine, di stipulare una convenzione a livello locale con un soggetto autorizzato alla produzione di principi attivi stupefacenti per scopi sanitari. Tale accordo, recita la relazione d accompagnamento al pdl, “consentira ai malati ed al servizio pubblico della nostra regione di non dipendere esclusivamente dalle importazioni per l approvvigionamento della cannabis medicinale, di razionalizzare le spese e di ridurre i tempi d attesa che i malati non dovranno piu sopportare”.

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