Ai domiciliari, perché le piante servivano per la scorta invernale

Sequestro scorte per l'invernoUn signore di 53 anni di Alezio, è stato prima arrestato dai Carabinieri con l’accusa di coltivazione abusiva di sostanze stupefacenti (Cannabis) ai fini di spaccio, e poi mandato ai domiciliari: di fronte al giudice, l’incensurato signore, si è difeso dalle accuse sostenendo che tutta la produzione in atto, compresa quella già ultimata e riposta in barattoli per la concia e la conservazione, facesse parte della propria scorta personale per l’inverno. La testi è stata ben argomentata, l’accusato ha sostenuto che la probabilità di problemi nell’attecchimento è alta, e per questo si devono mettere a dimora molte piante, per poter creare quella che lui ha definito la scorta per l’inverno. Coltivando esclusivamente all’esterno, la difesa di quest’uomo è coerente e logica, e se vogliamo anche singolare, dato che sono ancora poche le persone che sostengono le proprie idee e non si limitano solamente a subire il processo. Il giudice ha scarcerato l’accusato in meno di 48 ore, concedendogli il regime di arresti domiciliari, che di fatto è la condanna tipica per questo reato, se si è incensurati ed è la prima volta che si affronta un processo.

Se non altro in questo caso il Giudice ha saputo ascoltare e accogliere la tesi difensiva dell’imputato, che non ha subito nemmeno il conseguente il processo mediatico che avrebbe avuto, se la notizia fosse stata diversa…

Fonte: Lecceprima.it

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