L’Abc del sistema Endocannabinoide

foto6di Carolina Arza’

 

Il XXI si sta rivelando essere il secolo delle riscoperte, tra le quali si annovera il riconoscimento alla Cannabis del suo potere terapeutico. Gli anni trenta del ‘900 avevano messo la parola fine alla Canapa pensata come medicinale (e non solo) e, al suo posto, si facevano strada le scoperte all’avanguardia delle neonate aziende farmaceutiche: antibiotici e antinfiammatori. Da allora in poi, tutto il mondo occidentale ha fatto affidamento alle cure della medicina allopatica che, ad oggi, si può affermare abbia fallito l’intento di prolungare, preservare e migliorare la salute dell’umanità, dando invece false speranze sulla debellazione delle pesti moderne, l’HIV e il cancro, e incentivando la diffusione di pericolosi batteri antibiotico-resistenti.

Nonostante queste evidenze, la paura di abbandonare la medicina “tradizionale”, o quantomeno di provare cure alternative, permane tra medici e pazienti che, da scettici, pongono sempre la solita domanda sulla Cannabis terapeutica: “come può una sola pianta curare o attenuare più di 700 sintomatologie conosciute? E’ per caso miracolosa?”

La risposta, in realtà, è molto semplice: tutti i mammiferi, i vertebrati e non (insetti esclusi), possiedono il Sistema Endocannabinoide, il quale deve il suo nome proprio alla pianta di Cannabis.

In anatomia, per “sistema” si intende un insieme di organi che collaborano ad uno scopo comune, i quali sono omogenei per struttura e funzione e che, spesso, hanno anche la solita derivazione embriologica. Nello specifico, quello endocannabinoide è un complesso sistema endogeno di comunicazione tra cellule.

 

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