La musica Ska e le sue radici

Ben ritrovati ragazzacci, 
in questo secondo appuntamento di London Calling andremo alla scoperta della musica Ska! Un tuffo nel passato in uno dei generi più vintage e sbarazzini, con il suo ritmo pazzo ed eclettico fatto di chitarre in levare, arricchito da trombe, sax e un mix di voci e cori. Partiremo dal “melting pot” da cui ha origine nei lontani anni 20, fino ad arrivare all’evoluzione dello stile 2 Tone Ska dell’Inghilterra degli anni 80.

Per poter iniziare a parlare della storia dello Ska, bisogna tornare al ventennio che va dal 1920 al 1940. In quel periodo, la Giamaica è una colonia molto povera dell’impero britannico, e la musica che va per la maggiore è il Mento. Questo genere affonda le radici nella musica africana, prevalentemente il Burron, arrivata nei Caraibi con gli schiavi. Nel Mento ci sono anche molte influenze europee, perché i musicanti neri erano costretti ad esibirsi per il piacere dei loro padroni. Con l’avvento del Jazz alla fine degli anni ’40 il Mento fu messo in disparte, in favore dei nuovi suoni provenienti dai vicini Stati Uniti, quando nell’isola iniziarono a giungere i primi dischi di questo nuovo genere. La situazione cambia radicalmente con la fine della seconda guerra mondiale in particolar modo all’inizio degli anni ’50. La popolazione giamaicana si sposta dalle campagne alla capitale Kingston, l’economia si trasforma da rurale in industriale; con la nascita delle fabbriche cambia il modo di vivere del popolo e nasce una crescente voglia di ballare. Negli U.S.A. il Jazz viene progressivamente sostituito dai nascenti suoni Rock ’n Roll e R&B: il popolo giovane dell’isola, però, si ritrova lontano dai suoni e dal modo di ballare del Rock e così si avvicina al Soul e al R&B. Dall’intreccio quasi casuale tra R&B e Mento, nasce nel 1960 un nuovo genere, destinato a cambiare la storia musicale dell’isola: lo Ska.

Per la prima volta nella storia, la Giamaica vede il proliferare di un mercato discografico interno, destinato a crescere a una velocità esponenziale; padre di questo genere può definirsi Prince Buster, grande innovatore, che con la collaborazione di Derreck Morgan inizia a produrre le prime Hit. È il boom dello Ska, che diventerà in breve tempo il genere musicale nazionale; piace perché è una musica fatta dal popolo per il popolo, eccone spiegato il successo. Così attaccata alle radici, ma allo stesso tempo internazionale: i giamaicani si riconoscevano nelle canzoni Ska e di conseguenza cambiò anche lo stile, l’abbigliamento e alcuni modi di vivere del popolo che si avvicinò allo stile “Rudy”.

Jamaica, Bob Marley with The WailersA tal proposito è d’obbligo fare un piccolo cenno sul fenomeno e la sottocultura di strada dei Rude Boys, (Vero inno indiscusso dei rude boys è 007 (Shanty Town), di Desmond Dekker.) In quel periodo gli stessi Wailers, composti da Bob Marley, Bunny Wailer e Peter Tosh, scoperti da Coxsone Dodd, vantavano la propria appartenenza al gruppo dei Rude Boys e tutti e tre finirono diverse volte dietro le sbarre: i primi due per possesso di marijuana, mentre Petere Tosh per disordini creati durante una manifestazione di protesta contro il governo. In una delle prime canzoni della loro carriera, Simmer down, il gruppo incoraggia i Rude Boys di tutta l’isola a non sottomettersi alle ingiustizie della società.

 

 logo storico della 2 Tone Walt Jabsco

L’estate giamaicana del 1964 fu caratterizzata da un caldo eccessivo, che mischiato alla pigrizia nel ballo dei Rude Boys, creò uno sconvolgimento nel modo di danzare lo Ska. I ritmi si abbassarono, le velocità diminuirono e nacque così il Rocksteady: durato poco più di due d’anni, può essere considerato a buon diritto il padre del moderno Reggae. L’avvento del Rocksteady prima e del Reggae dopo,crea un’ombra sullo Ska che viene progressivamente abbandonato in favore delle nuove sonorità. Il discorso cambia con l’inizio degli anni ’80, e questa volta è l’Inghilterra a dare la spinta necessaria per rivitalizzare lo Ska: nasce la 2 Tone Ska, la seconda ondata frutto di un revival che, nonostante la brevità del fenomeno, regala capolavori indimenticabili con gruppi quali Madness, Specials, Selecter, Bad Manners. Il movimento 2 Tone nacque a Coventry, dove giovani musicisti cresciuti ascoltando musica giamaicana svilupparono un suono combinando Ska, Rocksteady e Reggae con elementi tipici della musica bianca come il rock, il punk e la new wave; proprio da questi mix di musica nera e bianca nasce il logo storico della 2 Tone: Walt Jabsco, (*Foto 2) un omino stilizzato con l’originale abbigliamento Rude Boy tutto in bianco e nero (la scacchiera bianconera è il segno di riconoscimento dello Ska), colori che esprimono l’unione delle culture e impongono una netta impronta antirazzista e multiculturale allo stile.

Pubblicato originalmente in BeLeaf 1, gennaio 2017

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