Cannabis nello sport: il CBD e il suo utilizzo.

L’impiego della Cannabis nello sport è cosa conosciuta da moltissimi anni. Fino agli anni ’80 circa non veniva considerata né sostanza similare al doping, né contraria allo spirito sportivo. Ricordo che un campione della disciplina sciistica del km lanciato rispose, alla domanda del giornalista che chiedeva come facesse a concentrarsi così bene da realizzare un record impensabile per i tempi, che faceva uso di Cannabis perché agevolava la focalizzazione e la concentrazione sull’attività in corso. La Cannabis gli permetteva di focalizzare il suo percorso dritto di un km e lanciarsi nell’impresa, avendo modo di valutare con assoluta concentrazioni le asperità del terreno e fare le giuste correzioni.

Memorabili poi sono state le canne fumate da Schwarzenegger, prima del concorso di Mr. Universo, dove dichiarava che la Cannabis lo aiutava a ridurre lo stress e l’ansia prima dell’esibizione. Da quei tempi sono cambiate molte cose: per anni la sostanza è stata bandita da pressoché tutte le attività sportive, e addirittura c’è stato chi si è visto ritirare tutte le medaglie vinte, come Michael Phelps, per aver fatto uso di Cannabis nella vita privata e al di fuori dell’ambiente sportivo. Se andiamo a ben vedere è quello che succede ai comuni mortali con la patente di guida, anche se non vengono sorpresi a fumare alla guida, un paradosso.

Oggigiorno, con il processo di legalizzazione, la lenta normalizzazione e accettazione sociale, unite alla conoscenza avanzata di differenti cannabinoidi ed il loro uso, la Cannabis nello sport è stata sdoganata e non rientra più, se non con determinate piccole eccezioni di assunzione, tra le sostanze vietate nello sport. È questo il caso delle ultime olimpiadi di Rio de Janeiro, dove agli atleti era tollerato l’uso di Cannabis, con l’esclusione di un breve periodo prima e dopo le gare. In altre discipline, l’uso della Cannabis resta vietato, ma come sappiamo il principio attivo ricercato è sempre il THC.

Ma come succede spesso negli ultimi tempi, è il CBD ad essere protagonista e a farsi strada in particolare tra gli sportivi. Ogni giorno possiamo trovare sempre più notizie che associano il consumo di CBD ad un variegato numero di atleti e sportivi, di diverse discipline. Sono gli stessi atleti a fornire informazioni riguardo al loro consumo di questo cannabinoide: lo utilizzano sopratutto come antinfiammatorio ed è apprezzato per le sue proprietà rigeneranti e di guarigione, e a detta di tutti allevia lo stress e dona un senso di piacevole rilassatezza. Viene usato molto dagli atleti del football americano, da chi pratica pugilato e arti marziali, e in generale dagli atleti degli sport da contatto o che prevedono la possibilità di diversi infortuni. Gli atleti lo usano prima e dopo una prestazione, e durante gli allenamenti il CBD aiuta a sostenere e a riprendersi dalla fatica, e a mantenere un livello uniforme di energia.

Un ulteriore passo avanti nella normalizzazione di questa sostanza, che passa anche dagli ambienti sportivi. Una delle ultime notizie, oltre a quella delle citate olimpiadi, è quella del pugile Nate Diaz che durante una conferenza stampa successiva ad un incontro di boxe, aspira tranquillamente CBD vaporizzato da una sigarCannabis nello sport: il CBDetta elettronica rispondendo alle domande dei giornalisti, che si sono voluti informare anche su questo dettaglio. Il pugile ha candidamente raccontato i motivi, che sono quelli sopracitati, del suo consumo di olio di CBD, nonostante l’uso di Marijuana sia ancora vietato in questo tipo di incontri. Fortunatamente il divieto di Cannabis nello sport si limita al solo cannabinoide THC, e dura solo per il periodo antecedente all’incontro e termina dopo il test antidroga; ora che il CBD è conosciuto per le sue proprietà, e considerato che non è considerato tra le sostanze vietate nelle competizioni sportive, credo che nulla potrà arrestare la sua diffusione capillare tra gli sportivi, e superare anche il solito ostacolo di disinformazione.

Pubblicato originalmente in BeLeaf 1, gennaio 2017

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