Legalizzazione, liberalizzazione ed economia d’oltreoceano

L’8 novembre, sebbene tutto il mondo fosse concentrato sulle elezioni presidenziali americane, c’è stato un altro evento di carattere storico negli Stati Uniti: Cinque stati, California, Maine, Nevada, Massachusetts e Arizona hanno chiamato i loro cittadini a votare pro o contro la legalizzazione della Marijuana per uso ricreativo ed altri quattro, Florida, Arkansas, Montana e North Dakota, per uso medico. Il risultato di questi referendum è stato eccezionale, avendo ottenuto esito positivo in otto stati su nove (con la proposta bocciata solo in Arizona, dove resta il solo uso medico già legalizzato). Questo evento conferma il fatto che il processo di legalizzazione è in corso e difficilmente sarà arrestato. Ancora c’è chi sostiene che, alla fine, la legalizzazione sarà bloccata, perché va contro gli interessi dei grandi miliardari. In effetti questi avrebbero il potere (e il peso politico) di bloccare il processo di legalizzazione, tuttavia questo è e rimane un timore infondato. Infatti chi continua a sostenere teorie disfattiste sul processo di legalizzazione in corso non è al corrente degli ingenti capitali che proprio molti di questi miliardari, con le loro grandi aziende, stanno investendo sulla marijuana, oltre che sulla canapa e sullo sviluppo di tutto il mercato. Fra gli investitori di questo nuovo fiorente mercato spiccano i nomi illustri di Warren Buffett, George Soros, Elon Musk e Bill Gates, ovvero alcuni fra gli uomini più ricchi e, di conseguenza, più potenti della Terra. Stavolta, al contrario, sono quindi proprio i grandi interessi messi in ballo a porsi come garanzia contro la possibilità di un ritorno al passato. Se così non fosse, con il nuovo Presidente Trump che ha designato Jeff Sessions come Procuratore Generale, gli imprenditori impegnati nel nuovo mercato non potrebbero dormire sonni tranquilli.

Il signor Jeff Sessions, senatore dell’Alabama, è un classico proibizionista vecchio stampo, è stato ai tempi fra i promotori della campagna “just say no” di Ronald Reagan. Sentendo parlare questo signore, sembra di essere tornati indietro negli anni Ottanta. Quest’uomo nega che la Marijuana possa avere alcun valore medico, e dichiara di considerarla una sostanza pericolosissima e di essere allarmato per quello che sta succedendo in molti Stati. Degna di nota la sua recente dichiarazione, secondo cui “le brave persone non usano marijuana”, parlando dell’uso ricreativo e di quello medico come di una cosa sola. È un personaggio noto anche per le sue posizioni antiabortiste, per la volontà di ricriminalizzare l’omosessualità, il sostegno alla linea dura contro l’immigrazione e, dulcis in fundo, la nostalgia dichiarata per le leggi razziali contro gli afroamericani. Una brava persona dal carattere ragionevole insomma.

In effetti, in questa situazione e finché il signor Sessions sarà Procuratore Generale è possibile, anche se difficile, che si possano fare alcuni passi indietro; è invece più probabile che la situazione possa restare stagnante per un po’, cosa che farebbe soffrire al mercato alcuni temporanei periodi altalenanti ch e non dovrebbero destare nessuna preoccupazione agli investitori. Questo almeno fino a quando non cambierà di nuovo il Procuratore Generale o la sua politica. Tuttavia, anche ammesso che questo Procuratore Generale si impegnasse al massimo per far sì che la situazione della Canapa torni ad essere quella degli anni ‘80, non avrebbe il potere materiale di farlo. Il merito di questa situazione in parte è dell’opinione pubblica che ormai ha una sua idea sulla Canapa e sulla Cannabis, ma sopratutto è a causa dell’enorme quantità di capitali ormai investiti nel nuovo fiorente mercato, che il processo non potrà materialmente essere fermato. Mettersi contro il potere economico in Italia può essere dannoso, negli Stati Uniti è quasi un suicidio.

Liberalizzazione e Legalizzazione della Marijuana oltreoceanoA questo punto la cosa più razionale da fare a livello economico, per il momento, è spostare l’attenzione verso il Canada. A nord degli USA, la marijuana per uso terapeutico è legale a livello nazionale dal 2001 e per uso ricreativo il governo dichiara che una nuova legge, che renderà legale l’uso ludico in tutto il Paese, sarà approvata entro la primavera del 2017. Quindi siamo di fronte ad un mercato già consolidato e inoltre, al di là della nomina del senatore Sessions, se consideriamo in effetti la realtà negli USA le aziende che si occupano di canapa sono più piccole, più giovani e meno ricche di quelle canadesi. Si deve sempre tenere conto che in America si ha a che fare con un settore nascente, che riguarda pochi Stati dove è legalizzata al 100% e che questa legalizzazione è recente, oltre ad esserci anche un particolare carattere storico da considerare. È un mercato molto volatile, in quanto emergente e soggetto a molti e possibili imprevisti. Da una parte è quindi possibile avere altissimi profitti comprando le azioni delle aziende di questo settore, che possono arrivare in poco tempo perfino a decuplicare il loro valore. Allo stesso tempo, in un mercato volatile si creano spesso bolle speculative, ovvero il valore delle azioni può non corrispondere al valore effettivo dell’azienda, il che può rappresentare un pericolo per l’investitore. Le bolle speculative si creano quando un’azienda viene sopravvalutata dal mercato per diversi possibili motivi, portando ad un incremento del prezzo che non rispetta il vero andamento economico dell’azienda stessa. La Società in questo modo può ottenere il capitale per espandersi e, se la bolla speculativa si riempie, allora gli azionisti dell’azienda possono brindare. Se, invece, come accade di solito, l’azienda non riesce a guadagnare abbastanza per pareggiare il valore virtuale delle sue azioni, allora la bolla speculativa scoppia. Il valore delle azioni torna, bene o male, a come era prima della creazione della bolla nel migliore dei casi, mentre nel peggiore dei casi può avvenire anche il fallimento della Società stessa, che non avendo più la fiducia e i capitali degli investitori a sostenerla, deve dichiarare bancarotta. Tuttavia quando in un settore si crea una bolla, in ogni caso, vi è un’opportunità di guadagno notevole. Difatti, in casi del genere, il valore delle azioni cresce effettivamente moltissimo in poco tempo: l’abilità di un buon investitore sta nel capire quando è il momento per comprare e quando il momento per vendere.

Canopy Growth CorpSebbene anche in Canada il mercato sia di carattere volatile, la situazione è più stabile che negli Stati Uniti. Un esempio è dato dall’azienda Canopy Growth, che attualmente si stia affermando con decisione come leader del settore in Canada e che mira ad ottenere influenza anche a livello mondiale. La Società, tra le varie attività, produce Canapa e Cannabis, tramite le aziende che controlla, ovvero Tweed e Bedrocan Canada, e già si affaccia sul mercato australe e asiatico con la AusCann (Australasian Medicinal Cannabis), sempre tramite il complesso sistema di controllo a catena di varie società. Quest’azienda capitalizza oltre il miliardo di dollari, prezzo che nella pratica risulta sicuramente troppo alto viste le basse revenue, che si attestano a 8.5 milioni; questa condizione, in realtà, rende l’Azienda soggetta ad un’elevata volatilità. Comunque l’azienda sta sfruttando questo apprezzamento esagerato per procedere con acquisizioni di altre società, come le tedesche Med Cann GmbH Pharma (azienda fornitrice di Cannabis terapeutica alle farmacie) e Nutraceuticals, tramite lo scambio di azioni, secondo la modalità carta-per-carta. In un ottica di lungo periodo questo può essere un ottimo modo per stabilizzare la situazione finanziaria aziendale e per creare la prima multinazionale della marijuana. Questo sarà possibile solamente se la Società si saprà attuare le giuste mosse e le giuste acquisizioni, e saprà sfruttare i vantaggi della futura legalizzazione. Il prezzo per azione dell’azienda è cresciuto in maniera incredibile dal 2013, quando valeva pochi centesimi, al prezzo attuale che supera la decina di dollari. Quindi, chi ha investito nel 2013 ha già visto nel 2016 il suo capitale decuplicato. E come già accennato, il valore di queste e di altre aziende sarà sicuramente destinato a crescere dopo la legalizzazione, che in Canada aprirà le porte ad un mercato il cui valore complessivo è stimato oltre i di 10 miliardi di dollari. Da superare resta solo il problema di un apparente monopolio di cui la società potrebbe in futuro venir accusata (qualcuno già ne storpia il nome in CANOPYOPOLY).

Queste notizie d’oltreoceano rappresentano solo alcuni degli esempi dei vantaggi economici e finanziari, sia per il settore privato che per il pubblico, che la legalizzazione della Cannabis porta con sé. E dato l’alto numero di queste notizie, provenienti da tutti gli Stati del mondo in cui si è proceduto a legalizzare, ormai si tratta di un fatto assodato e assicurato: la Cannabis è utile anche per il sistema economico e finanziario di tutto il mondo, e a conti fatti sarebbe un toccasana anche per la crisi economica e finanziaria in cui versa attualmente la vecchia Europa.

Pubblicato originalmente in BeLeaf 1, gennaio 2017

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