6 mesi con Trump Presidente e la legalizzazione procede: nonostante le minacce, ancora nessuna interferenza con le leggi statali

Sono passati quasi 6 mesi da quando il presidente Donald Trump è entrato in carica, ma nonostante molte paure, ha avuto poco impatto sulle leggi sulla cannabis in tutto il paese.

Quando Donald Trump ha vinto le elezioni per divenire presidente degli Stati Uniti, molti attivisti “della Cannabis” si sono preoccupati di ciò che avrebbe potuto significare per le leggi a livello statale. Ma per molti altri c’era un senso di attesa silenziosa. Dopo tutto Trump ha già detto che è “al 100%” a favore della marijuana medica” e che appoggia i diritti statali. Anche se è stato molti anni fa, ha già dichiarato il suo sostegno per la legalizzazione di tutti i droghe.

Tuttavia Trump ha cominciato a fare osservazioni sottili, ma certamente preoccupanti, ed ha assunto il proibizionista di lunga data Jeff Sessions come procuratore generale della nazione. Nonostante questo, però, non è arrivato niente di reale da questo timore, e c’è ragione di credere che rimarrà in questo modo.

Finora, al di là della discussione, l’unica azione che veramente possa presupporre che le cose potrebbero andare male, è Jeff Sessions che, inviando una lettera ai legislatori, li esorta a non estendere un emendamento che impedisca ai federali di interferire con le leggi mediche a livello statale.

Tuttavia anche questo ha mostrato un livello di timidezza contro l’azione vera e propria; anche se l’amministrazione può opporsi alla legalizzazione della marijuana, probabilmente non farà molto per prevenirla. Sessions non ha fatto lobbismo contro l’emendamento al di là della lettera, e non ha parlato pubblicamente contro di essa. Il Congresso ha ripreso a autorizzare l’emendamento. È molto probabile che Trump realizzi la ricaduta politica che può verificarsi se attaccasse le leggi sulla cannabis.

Ogni volta che Trump o Sessions hanno fatto un’osservazione anti-marijuana, il blowback è stato rapido e forte, mentre Sessions stesso ha dichiarato in aprile che è stato “sorpreso” che gli americani non stiano abbracciando le sue posizioni anti-marijuana. A causa di questo supporto popolare per la legalizzazione, Sessions non riuscirà quasi sicuramente mai ad avere la possibilità di fermare le leggi sulla cannabis, come avrebbe voluto fare.

Anche la retorica anti-cannabis dell’amministrazione Trump non ha impedito ai legislatori di abbracciare la riforma a livello nazionale. A febbraio un gruppo di legislatori ha lanciato il Caucus del Congresso della Cannabis e sono stati introdotti diversi provvedimenti pro-marijuana. Nel frattempo le vendite legali di marijuana sono state recentemente avviate in Nevada, il quinto stato in cui chiunque di 21 anni e più può acquistare cannabis (con vendite che iniziano in altri tre Stati entro il prossimo anno).

Tutti questi dati trasmettono però che in realtà nessuno sa veramente cosa accadrà nei prossimi giorni e mesi; L’Amministrazione di Trump potrebbe teoricamente anche annunciare domani che stanno iniziando una repressione federale ma, molto probabilmente, questo non accadrà mai.

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