Fertilizzazione dei pomodori nell’orto – guida utile

Fertilizzazione dei pomodori nell’orto.

Il pomodoro è arrivato in Europa dopo la scoperta dell’America e si è adattato benissimo al clima della nostra penisola essendo un ortaggio estivo che necessita di sole diretto. Rossi ma anche gialli, verdi e neri, grandi piccoli, tondi o lunghi, se ne trovano veramente di tutti i tipi. I pomodori ciliegini, i green zebra, il nero di crimea, il marmande, sono solo alcune delle tantissime varietà di pomodori presenti sul nostro territorio. Possono essere piantati sia in terreno aperto che in vaso. Nell’orto la distanza delle piantine dovrà essere di 50/80 cm. Quando raggiungono l’altezza di 50/60 cm è necessario affiancare un sostegno che sia un bastone di legno, una rete o delle canne di bambù. Il pomodoro è una pianta rampicante che cresce in verticale ma le sue ramificazioni crescono anche in orizzontale.

I SEMI

Il consiglio principe è partire da un seme di qualità considerando che delle piantine acquistate spesso non si conosce la provenienza e la varietà precisa. Utilizzando semi biologici riusciremo a riprodurre ogni anno quelli per l’anno successivo favorendo la biodiversità, inoltre permettono lo sviluppo di una pianta più forte che si adatta al clima e al terreno nel quale cresce con risultati davvero sorprendenti.

FERTILIZZAZIONE DEI POMODORI

Il pomodoro è una pianta molto forte ma per mantenerla sana e vigorosa possono essere utilizzati vari metodi di fertilizzazione, anche e soprattutto prodotti naturali.

Come avviene la fertilizzazione dei pomodori nell’orto? Giochiamo d’anticipo: il momento migliore per dar loro nutrimento avviene prima della semina o dell’impianto di piccole piantine. I pomodori necessitano di concimi naturali come il letame, lo stallatico e il compost di vermi. Preparare prima della semina il terreno permette alla pianta di assorbire i nutrimenti quando necessario, senza farle mancare niente né tantomeno bruciarle. Durante le fasi di sviluppo della pianta, il compost può essere sparso sopra il terreno, in questo modo attraverso l’innaffiatura o le piogge scende per percolazione e nutre la pianta sino alle radici. Il momento migliore per distribuire il compost è la sera, quando il sole tramonta.

LA POLLINA

Coltivare biologico significa utilizzare materie prime naturali tra cui la pollina ricca di azoto e potassio. Questa si ottiene dagli escrementi delle galline (e degli uccelli in generale) che deve essere compostata e diluita altrimenti si rischierebbe un eccesso di azoto. Per creare il concime bisogna mescolarla con acqua, terra, paglia, scarti vegetali e lasciarla maturare per circa un anno. Mediamente si consigliano uno o due etti di pollina per ogni metro quadro di orto.

LETAME DI MUCCA

Il letame di mucca è consigliato prima e dopo la semina cercando di evitare letame proveniente da aziende zootecniche, ovvero le aziende che hanno grossi allevamenti, in quanto è un tipo di letame con più concentrazione di sale e non va bene per questo tipo di pianta. Il letame va raccolto insieme a paglia o segatura e lasciato maturare. Oltre a fertilizzare, il letame migliora la qualità del terreno.

COMPOST DI POMODORI

Tutti i resti della lavorazione dei pomodori possono essere aggiunti ai compost mettendo nel mucchio le piante estirpate con tutta la radice.

CONCIMI COMMERCIALI

Se non si ha la possibilità di preparare i compost, ci sono in commercio fertilizzanti specifici che sono generalmente ricchi di potassio, perché, una volta iniziata la fioritura, la pianta dovrà concentrarsi sulla produzione di frutta piuttosto che sulla crescita.

Non è difficile trovare nei GrowShop fertilizzanti pronti sia solidi che in forma liquida completamente biologici e dedicati alle piante in fiore.

Semina: Febbraio-Marzo

Raccolta: da Luglio a Settembre

Temperatura minima di fioritura: 21°C

Temperatura minima di germinazione: 12°C

Temperatura ideale diurna per lo sviluppo dei pomodori: 24-26°C

Temperatura ideale notturna per lo sviluppo dei pomodori: 14-16°C

Articolo a cura dello staff di Orto in balcone
Pubblicato originalmente in BeLeaf 3, maggio 2017

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