L’Osservatorio spagnolo sulla Cannabis medicinale (OECM)

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Il OECM nasce come piattaforma pensata dai professionisti (ricercatori, medici e associazioni di pazienti) per offrire informazione sicura, promuovere, coordinare e realizzare attività e progetti per la conoscenza delle proprietà e degli usi medicinali della cannabis e dei suoi derivati. I suoi obiettivi puntano a formare e informare sulle proprietà terapeutiche e del suo utilizzo come medicinale.

Allo stesso modo, il OECM intende fornire dei consigli agli Enti sia pubblici che privati e informare le istituzioni, i mass media e i propri pazienti nonché le persone soggette a terapia medica riguardo le conoscenze attuali sulle proprietà e usi medicinali della cannabis e dei suoi derivati, basandosi sui risultati di studi scientifici ed esperimenti clinici.

Il consumo con finalità terapeutica di preparati di cannabis o prodotti vaporizzati all’erba è aumentato considerevolmente negli ultimi anni. Ad oggi esistono evidenze nelle bibliografie scientifiche sebbene la maggior parte degli studi siano preclinici e si basino sulle proprietà sugli effetti terapeutici dei cannabinoidi in differenti patologie. Nell’ambito delle persone che desiderano usare preparati medicinali alla cannabis, troviamo consumatori consapevoli e informati delle sue proprietà ed del suo utilizzo e persone che mai sono state in contatto con la cannabis. In questi ultimi anni le conoscenze sulla cannabis medicinale stanno evolvendo velocemente ed è molto importante che il paziente possegga alcune nozioni di base affinché possa assumerla in maniera corretta e responsabile.

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I cannabinoidi sono molecole di bassa tossicità, questo consente l’utilizzo sicuro ma in alcuni casi possono generare effetti secondari. Questi sono prevedibili e si possono affrontare senza complicazioni. E’ importante sottolineare un aspetto: per ottimizzare il risultato dei trattamenti dobbiamo utilizzare prodotti e formule di cannabis debitamente analizzate. E’ necessario conoscere la percentuale di cannabinoide per poterlo dosare in maniera corretta. Se abbiamo anche informazioni sulla percentuale di terpeni, disporremo di maggiori informazioni da associare al risultato clinico. Chiaramente questi prodotti devono essere liberi da contaminanti come i metalli pesanti, pesticidi, fungicidi, batteri, funghi. Questa analisi deve verificarsi costantemente. I prodotti devono avere garantita la standardizzazione dei componenti affinché i pazienti possano seguire i modelli di trattamento senza difficoltà, tutti con il giusto dosaggio.

La cannabis è una pianta con una grande diversità di principi attivi, ognuno con diverse proporzioni di principi attivi (cannabinoidi). Oggi disponiamo di un’enorme varietà di cannabis grazie alle ibridazioni che sono state ottenute dalla sperimentazione dei genetisti e coltivatori. Se viene consumata una quantità di cannabis medicinale è assolutamente necessario conoscere la composizione dei due cannabinoidi più importanti: il tetraidrocannabinolo (THC) e cannabidiolo (CBD).

Il THC agisce attraverso dei recettori specifici che si trovano nella superficie delle nostre cellule, specialmente i recettori del cannabinoide CBD (particolarmente abbondante nel sistema immunitario e responsabile degli effetti neurologici del THC). Il CBD evidenzia bassa affinità di legame con i recettori CB E CB2 però esercita mediante meccanismi alternativi effetti antinfiammatori e anticonvulsivi oltre ad limitare alcuni effetti psicoattivi non desiderati del THC come la psicosi, stati di ansia e la scoordinazione. A ragione di questo si raccomanda che le preparazioni medicinali di cannabis presentino una composizione bilanciata di THC e CBD con quantità diverse a seconda della patologia da trattare.

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Il contenuto dei cannabinoidi in un preparato terapeutico di cannabis dipende da diversi fattori. La varietà di cannabis, la tipologia di coltivazione e la tecnica di estrazione. Bisogna assicurare la perfetta eliminazione dei solventi che vengono utilizzati nell’estrazione per l’uso finale. Molti di questi prodotti sono tossici e in una certa quantità possono essere nocivi per la salute.

E’ chiaro che la cannabis non è la panacea di tutti i mali ma contiene delle proprietà terapeutiche per il trattamento sintomatico di alcune patologie. I cannabinoidi possono essere utili per il trattamento del dolore cronico e neuropatico, la spasticità associata a differenti patologie come sclerosi multipla, le nausee e il vomito dati dal trattamento chemioterapico, la mancanza di appetito, malattie neurovegetative come il morbo di Parkinson, Alzheimer, le malattie infiammatorie intestinali come Crohn, coliti ulcerose, le epilessie nei bambini, i disturbi di ansietà, le malattie autoimmuni, per il trattamento di pazienti oncologici e altre patologie.

Raccomandiamo sempre al paziente di sollecitare l’assistenza del medico o di un altro operatore sanitario. Questo aspetto è molto importante per OECM che ha iniziato un ciclo di corsi introduttivi per spiegare l’uso della cannabis terapeutica, nei quali ricercatori e medici spiegano le tematiche più importanti per conoscere e gestire l’utilizzo di questa materia prima nell’ambito medico. Nonostante questi passi avanti dobbiamo ammettere che molti professionisti del settore non conoscono l’esistenza del sistema endocannabinoide nel nostro organismo e le sue possibili applicazioni terapeutiche. Questo aspetto è in parte dovuto alla recente scoperta delle potenzialità terapeutiche della cannabis e anche ai pregiudizi legati all’uso della pianta a scopo ricreativo. Nonostante tutto, la situazione sta cambiando grazie alle numerose pubblicazioni specializzate che informano sugli studi e delle ricerche condotte in questi ultimi anni. Nel nostro paese (la Spagna) alcune associazioni come OECM o la SEIC (Società spagnola della ricerca dei cannabinoidi), offrono consulenza a chiunque lo desideri. Inoltre la IACM (International Association for Cannabinoid Medicines) ha adibito un sito internet specializzato e costantemente aggiornato che informa su tutti i possibili usi terapeutici della cannabis e dei cannabinoidi.

Sottolineiamo l’importanza di informare sempre il medico curante dell’intenzione di utilizzare la cannabis a scopo terapeutico per valutare con attenzione la propria evoluzione clinica, l’interazione con altre terapie etc. Questo è molto importante anche per lo specialista che non considera la possibilità di utilizzare la cannabis per usi terapeutici. Sono ancora numerosi i pazienti dubbiosi e insicuri di parlare della loro intenzione ai loro medici ma noi consigliamo sempre di confrontarsi apertamente.

Dal nostro punto di vista sono le associazioni dei pazienti la vera forza in grado di cambiare la situazione. La loro tenacia potrebbe condurre alla regolamentazione della cannabis a scopo terapeutico. Sono numerosi i pazienti che in mancanza di cure alternative per le loro patologie hanno scoperto il suo utilizzo e hanno migliorato la loro qualità di vita. Di fatto sono già numerose le associazioni di malati in ambito statale interessate alla sua somministrazione in diverse patologie e alcune hanno già sperimentato il trattamento e stanno raccogliendo e valutando gli esiti.

Molte associazioni di pazienti che fanno uso di cannabis medicinale dispongono anche di un servizio medico che li tutela alle autorità tramite un certificato. Questo li legittima a consumare i preparati a scopo terapeutico. A sua volta questo servizio può funzionare anche come interlocutore con il medico curante che sta trattando il paziente.

Mariano Palau - Credits: Kalapa Clinic
Mariano Palau – Credits: Kalapa Clinic

Mariano García de Palau: laureato in medicina e chirurgia, ha lavorato per trentacinque anni nelle corsie d’emergenza dei pronto soccorsi. Specializzato nelle terapie con cannabinoidi come cure palliative e coadiuvanti associate ai piani di cura tradizionali. Collabora con riviste specializzate come Cáñamo, Soft Secrets e in canali come marihuana TV, UndregrowTV. E’ inoltre membro di IACM.


 

Pubblicato originalmente in BeLeaf 4, luglio 2017

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