Non si vive solo di THC e CBD – tutte le analisi

in allegato le analisi in formato pdf

Salve a tutti i lettori di BeLeaf, torniamo a scrivere dopo una pausa relativa all’ultimo numero da poco uscito. Purtroppo siamo stati colpiti da un lutto in azienda che ha determinato da parte nostra alcuni ritardi e disguidi. Cogliamo l’occasione per scusarci con quanti clienti e distributori abbiano subito pregiudizi da questo accadimento e ci teniamo a specificare che siamo definitivamente ristabiliti e pronti a darvi nuove importanti informazioni sul mondo del CBD.

Anche in questo numero desideriamo continuare a concentrarci sulle parti fiorite della pianta di canapa thc e cbd -sativa industriale, per quanto concerne le varietà ammesse alla oltivazione. Vorremmo inoltre soffermarci sulla materia vegetale a prescindere dal suo utilizzo.

L’obiettivo è sempre quello di supportare e favorire il dibattito su un tema caro a tutti i canapicoltori, alle sempre più numerose aziende di trasformazione e agli utenti finali, quindi ai consumatori.

Come tutti sapete ormai, sin da luglio molte sono le realtà impegnate nella raccolta, selezione e confezionamento di questa parte della pianta che da maggio sta vivendo la sua stagione migliore e ci auguriamo che così continui ad essere, nell’interesse di tutto il mondo della canapicoltura auspicando che diminuiscano quanto prima tristi fenomeni speculativi.

Non vogliamo soffermarci sulla caratterizzazione merceologica del prodotto, c’è uno studio già pubblicato che la descrive ampiamente e ci intristisce veder nascere nuove e presunte classi di merci che non trovano riscontro in alcun formulario e presso alcuna camera di commercio o associazione di categoria.

analisi - thc e cbd - canapoil terrenoIn ogni caso qualsiasi sia l’idea circa il tipo di prodotto che si commercializza, di certo non si discute sulla sicurezza che questo deve incorporare, sicurezza prevista in ogni settore per ogni prodotto, soprattutto perchè senza nascondersi dietro ad un piccolo dito, sappiamo tutti, produttori, distributori e clienti che chi compra fiori o tisana che dir si voglia non lo fa per deodorare ambienti e anche fosse dovrebbe prevedere l’ipotesi che il prodotto venga accidentalmente e/o erroneamente consumato per altri scopi ed indicarne i punti deboli e/o la tossicità.

Ad oggi si è tutti, o quasi, deciso che l’unica analisi necessaria alla canapa che sia in semi, in suoi derivati o in parti fiorite, sia quella sui contenuti di THC e da poco su quelli in CBD. Sfrondiamo un primo dubbio: questa analisi, seppur rilevante è da sola inutile, incompleta e non corrisponde in minima parte al minimo sindacale per negozi e clienti, che invitiamo a pretendere dei certificati di analisi completi e puntuali con chiari riferimenti al lotto di produzione.

Per iniziare è fondamentale l’analisi microbiologica che attesti la salubrità generale del prodotto; nei semi si suggerisce di verificare sempre l’assenza di micotossine e aflatossine e nei derivati come l’olio l’acidità che deve avere sempre valori contenuti. Maggior rilievo assume questa analisi nei fiori dove per raggiungere un livello tipologico di quelli oggi proposti in commercio si necessita di molteplici passaggi di mano e quindi si invitano gli operatori ad usare grande cura, tipica del settore che da sempre lavora manualmente sugli alter ego similari di questo nostro prodotto a base canapa; dando conto dell’assenza di contaminanti come residui fecali umani o animali che siano.

Volendo poi passare ad un’analisi più specifica si ricorda la necessità di escludere la presenza di metalli pesanti e pesticidi invitando a non abbassare l’attenzione qualora si operasse in contesti bio o comunque di terreni fermi/inutilizzati da tempo o ove altre colture fossero risultate in precedenza “pulite”. Come tutti sanno la magnifica capacità chelante della pianta le consente di intercettare elementi di profondità che magari altre colture di superficie non toccano.

Ci auguriamo che tutti gli acquirenti, una volta educati democraticamente circa quanto molti operatori danno per scontato, possano decidere quali prodotti acquistare e cosa chiedere ai negozianti/rivenditori.

Per dare un supporto pubblichiamo le analisi da noi svolte su un primo lotto di produzione, che sono un costo, ma che ci sembrano un elemento di chiarezza, trasparenza e soprattutto di minimo rispetto delle regole del gioco, le stesse le troverete disponibili dai nostri rivenditori e o esercenti a private label e naturalmente sul sito di BeLeaf magazine.

Le nostre analisi:

Articolo a cura di Alessio GaggiottiCanapoil

Pubblicato originalmente in BeLeaf 4, luglio 2017

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