Cannabinoidi sintetici: perché sono così pericolosi.

Quaranta anni fa, venne avviata una ricerca al fine di creare dei cannabinoidi sintetici e per valutare i loro potenziali usi clinici, nel trattamento di patologie come la sclerosi multipla e l’HIV/AIDS, così come palliativo durante trattamenti chemioterapici.

Cannabinoidi sintetici vs fitocannabinoidiQuesta ricerca venne guidata da John Huffman e ,per 20 anni, lui e il suo team furono in grado di creare oltre 450 cannabinoidi sintetici. Fecero ciò al fine di poter studiare l’effetto della cannabis terapeutica su diverse malattie, senza dover aver a che fare con la legalità, come nel caso in cui avessero voluto utilizzare la vera marijuana. Ultimamente, ciò ha ampliato le conoscenze sulle malattie che stavano testando più che sulla creazione di cannabinoidi sintetici sicuri.

Questi cannabinoidi sintetici non vennero mai creati con l’intenzione di danneggiare qualcuno. Tuttavia, quando furono pubblicati gli studi, dopo che la ricerca venne conclusa, i composti chimici erano lì, alla portata di tutti (Wiley J., et al., 2011). Alcuni produttori sconosciuti individuarono il potenziale di queste sostanze chimiche, specialmente nel JWH-018, ed iniziarono a ricrearli per venderli con finalità ricreative. Ad oggi questo è un problema a livello mondiale, dal momento che questi “sballanti” legali, facilmente reperibili, sono sempre più ampiamente utilizzati.

Perché sono pericolosi i cannabinoidi sintetici?

Ci sono molti motivi per cui questi cannabinoidi sintetici sono così pericolosi, alcuni dei quali verranno discussi più approfonditamente in questo articolo.

1.- Prima di tutto, questa non è marijuana. I Cannabinoidi Sintetici (CS) non dovrebbero mai essere confusi per Marijuana. Anche se essi condividono componenti molecolari simili, non sono la stessa cosa. I CS sono formati da differenti componenti chimiche, che sono state disegnate al fine di interagire con i recettori cannabinoidi nel cervello, imitando quindi l’effetto del principale componente della marijuana, il tetraidrocannabinolo (THC).

2.-È più forte. I CS sono molto più forti della marijuana organica. Anche se si riteneva che essi imitassero il THC, in realtà si legano molto più intensamente e possono anche vincolarsi ad altri recettori, con cui normalmente il THC non avrebbe interagito (Kemp A., et al., 2016).

3.- Gli effetti del fumo dei cannabinoidi sintetici possono essere incredibilmente gravi. Gli effetti collaterali possono variare, da nausea e diarrea ad aritmia cardiaca, convulsioni, depressione ed addirittura la morte. Il trattamento per overdose diventa incredibilmente difficile, a causa del numero di sintomi che si possono manifestare. Non solo è necessaria la rianimazione per aprire le vie aeree nelle persone, ma potrebbe anche essere necessario l’utilizzo di una moltitudine di altre medicine. A causa del fatto che partite sempre differenti di CS vengono rilasciate sul mercato, il trattamento di conseguenza è sempre univoco al caso.

4.- È sempre in cambiamento. I produttori di questi CS sono sempre un passo avanti rispetto alle autorità (es. la DEA e la FADA), il che provoca che questa epidemia continui a rimanere viva. Ogni volta che i cannabinoidi sintetici vengono testati ed aboliti, i produttori cambiano una parte della formula chimica del CS e rilasciano il prodotto con lo stesso nome.

Ad oggi le autorità hanno cercato di testare ed abolire le nuove formule chimiche che i produttori vanno rilasciando con il nuovo CS. A causa di questi continui cambiamenti nella costruzione chimica dei CS, è veramente difficile per le autorità, come la WADA (Agenzia Mondiale Anti-Doping), individuare queste componenti chimiche nelle urine, durante i test antidroga. Se loro non sanno cosa cercare, come potrebbero perciò individuarli?

5.- È tossico, pericoloso e non regolamentato. Se i test e le autorità antidroga non conoscono effettivamente cos’è presente nei CS, come può saperlo chi ne fa uso? Dal momento che le componenti chimiche nei CS sono in costante mutazione, i test antidroga e le agenzie di regolamentazione non possono starvi dietro. La maggior parte dei composti chimici utilizzati non sono mai stati testati in laboratorio su animali o umani, e la quantità utilizzata nei prodotti finali è sconosciuta e non regolamentata. Per quanto si sa, chi li consuma potrebbe addirittura star fumando veleno per topi.

6.- È accattivante e facilmente reperibile. Dal momento che essi non riescono ad essere regolamentati da nessun ente ufficiale, ciò permette di venderli ovunque. Con pacchetti colorati e nomi attraenti, come Scooby Snacks e Bombay Blue, sembrerebbe come se potessero essere venduti a bambini e giovani adulti. Possono essere prodotti in massa, permettendo quindi una significativa riduzione del prezzo. Sono acquistabili legalmente poiché commercializzati come incenso e “NON PER USO UMANO”; tuttavia chiunque abbia intenzione di usarlo sa che effetto possiede. Tutto ciò contribuisce a capire perché siano così popolari, specialmente tra le generazioni più giovani.

7.- Genera una forte dipendenza. Ancora non sono state condotte abbastanza ricerche sugli effetti collaterali a lungo termine dei cannabinoidi sintetici, tuttavia ciò che si conosce ad oggi è che provocano una fortissima dipendenza dopo un utilizzo prolungato. I sintomi d’astinenza possono addirittura sorgere dopo appena qualche ora di consumo. Alcune persone, che hanno sviluppato dipendenza e sintomi d’astinenza, affermano che questi siano molto simili a quelli dell’eroina e del crack (Perraudin F., 2017).

A causa della mancanza di ricerche specifiche in questo settore, scienziati e dottori devono lavorare sulle singole casistiche (Seely K., et al. 2014). Ciò che hanno scoperto finora è che ogni caso è notevolmente differente ed imprevedibile, aumentando quindi la difficoltà nel trattamento per overdose e nella riabilitazione.

Alcune nazioni, come gli Stati Uniti, stanno lavorando sulla creazione di una legislazione per un ampio divieto dei cannabinoidi sintetici in tutti gli stati, ma questi processi richiedono tempo e nel frattempo l’epidemia è ancora forte.

References:

Kemp, A., Clark, M., Dobbs, T., Galli, R., Sherman, J. and Cox, R. (2017). Top 10 Facts You Need to Know About Synthetic Cannabinoids: Not So Nice Spice

Perraudin, F. (2017). ‘It’s worse than heroin’: how spice is ravaging homeless communities

Seely, K., Lapoint, J., Moran, J. and Fattore, L. (2012). Spice drugs are more than harmless herbal blends: A review of the pharmacology and toxicology of synthetic cannabinoids. Progress in Neuro-Psychopharmacology and Biological Psychiatry, 39(2)

Wiley, J., Marusich, J., Huffman, J., Balster, R. and Thomas, B. (2011). Hijacking of Basic Research: The Case of Synthetic Cannabinoids

Pubblicato originalmente in BeLeaf 7, gennaio 2018

Altri articoli della rubrica Canapa terapeutica

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*