Lily Of Da Valley, il debutto di Jesse Royal

Finalmente è uscito l’attesissimo album Lily Of Da Valley del giovane artista giamaicano Jesse Royal. Non è un caso che a produrlo e distribuirlo sia la Easy Star Records, nota etichetta americana di base a New York. Si tratta della label dalla quale ha preso vita il collettivo Easy Star All Star, famosa per avere come mission quella di diffondere le good vibration del reggae, inteso nel termine più puro, abbracciando sonorità Roots, New Roots e Dub, ed in questo periodo storico in cui il reggae sta prendendo derive non propriamente legate alle “Radici”, il lavoro degli artisti che ne fanno parte risulta essere davvero preziosissimo per il movimento Reggae Revival.

Lily Of Da Valley è composto da 14 tracce, l’album vanta la produzione artistica di Llamar Brown, Kareem Burrell e Kurt White. Jesse Royal è considerato la giovane promessa del reggae giamaicano: classe ‘89 è già noto per le collaborazioni con Chronixx, Jah9 e Protoje. In attività dal 2010, ha rilasciato diversi singoli fino ad arrivare alla pubblicazione del suo album d’esordio Lily of da Valley il 6 ottobre 2017. Nello stesso mese di uscita del disco, Jesse Royal si piazza al primo posto della classifica Reggae di Billboard. Alla realizzazione del disco hanno preso parte Jo Mersa Marley e la reggae star tedesca Patrice. In Rock It Tonight suonano Aston Barrett Jr alla batteria, Jason Welsh al basso, Nicolas Groskopf e Llamar “Riff Raff” Brown al piano.

La prima traccia del disco è 400 Years in cui la tematica trattata ed il titolo riportano chiaramente ad una traccia dell’album Soul Rebels del 1970 ed in seguito in Catch a Fire del 1973 pubblicati da Bob Marley ad The Wailers.

Piccolo cenno storico, 400 years è una canzone scritta da Peter Tosh ed influenzata dai Niyabinghi Chants, i tipici salmi ‎della religione Rastafari. Il “400” è un numero simbolico che ricorre spesso nell’Antico Testamento, a cominciare dal libro ‎della Genesi, dove il Signore si rivolge ad Abramo dicendogli: “Sappi che i tuoi discendenti saranno ‎forestieri in un paese non loro; saranno fatti schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni.” ‎‎(Genesi, 15-13)

Il tema dell’oppressione del proprio popolo viene riproposto dal giovane singer perchè tristemente attuale, in forme e circostanze diverse, ma pur sempre attuale. Inutile dire che l’ascolto del disco non poteva iniziare meglio: con questo classicone one drop, linea di basso incalzante e un sentimento militante. Da subito si capisce la dimensione sentimentale, la profondità di liriche e la ricerca delle sonorità in cui ci stiamo inoltrando. Come dico sempre, l’ascolto di un disco è un viaggio e se questi sono i presupposti, il viaggio ci sembra sia iniziato davvero bene.

Si prosegue con il secondo pezzo, Generation. Questo brano vede la partecipazione di Jo Mersa Marley, figlio di Stephen e nipote del king della reggae music Bob Marley. Il brano è una dichiarazione d’amore e di speranza verso le nuove generazioni, il sound è più moderno con un buon uso dell’elettronica, ritmo incalzante e un cantato misto tra un ritornello melodico e delle strofe decisamente più rap. Il terzo brano in ordine di ascolto è Modern Days Judas, uno dei due singoli insieme a Finally, usciti rispettivamente nel 2013 e nel 2015, capaci di collezionare milioni di views sul tubo.

Si continua con Life’s Sweet, sonorità roots ma cambiano le tematiche, incentrato sulle difficoltà quotidiane che ognuno deve affrontare per far sì che la vita sia in qualche modo più dolce. Real Love è una ballad d’amore, forse pensata per la madre recentemente venuta a mancare, a cui ha dedicato l’intero album, a partire dal titolo del disco, Lily of da Valley. Parole riprese da un antico canto religioso, tramandato dalla nonna e che lo ha accompagnato nei momenti più duri e difficili.

Si continua con Always Be Around, uscito all’inizio di agosto come lyrics video. E’ una traccia davvero potente, ci dà la misura del lavoro che Jesse Royal ha svolto per quanto riguarda la ricercatezza dei suoni e la cura dei testi, il tutto miscelato ad arte per questa big tune, immancabile nel vostro repertorio. Questa canzone è stata scritta per la nascita della figlia, nel video si vede il percorso di questo ragazzo in sella alla sua moto e alla fine, tra mille peripezie, si ritrova dalla sua amata, la quale porta in grembo il frutto del loro amore.

Stand Firm, un classicone, ritmicamente è un brano in chiave steppa. Molto coinvolgente, ci invita a non abbandonare la speranza e a non demordere nonostante tutto. Con Roll Me Something si rimane in un’atmosfera allegra, ci parla di ciò che si desidera dopo una giornata di duro lavoro: tornare a casa, ascoltare della buona musica e rilassarsi per tutta la notte. Con cosa? Beh… ve lo lasciamo immaginare! Full Moon, terzo ed ultimo featuring con Natty Rico, è la traccia più commerciale del disco e sinceramente non è affatto male. Un bel solo di sax per questa dancehall tune, sicuramente da proporre durante i vostri set. Con Rock It Tonight si ritorna sul classico, one drop, melodie allegre, richiama ad una romantica serata in compagnia della vostra Queen a ballare in riva al mare. Lovers Tune da ascoltare tutta d’un fiato.

Finally, già pubblicata nel 2015 come doppio singolo insieme a Gimmie Likkle, accompagnata da un video in cui il giovane artista tratta un tema da sempre discusso e criticato: la nostra pianta preferita! Jesse ci esorta ad immaginare un mondo in cui i rasta, ma non solo, possano essere liberi di fumare la propria Ganja senza essere perseguitati. Nel video molto simpatico, si vedono alcuni ufficiali di polizia, che in questo mondo immaginario, acquistano serenamente della marijuana. Molto orecchiabile e divertente questa canzone ha permesso di collezionare oltre 2 milioni di click sul tubo.

Alla posizione numero 12 troviamo Justice, un brano che forse ritmicamente non è paragonabile al resto delle canzoni contenute nel disco, ma senza dubbio affronta delle tematiche importanti. Waan Go Home è il secondo dei tre featuring contenuti nel disco, in combo con Patrice, presenta sonorità commerciali non tralasciando la cura delle liriche. Si chiude con Jah Will See Us Through, brano dedicato all’Onnipotente che si propone come un’allegra ballad dai ritmi vivaci e dal ritornello orecchiabile, dal suono decisamente ’80s.

In conclusione possiamo affermare che Lily Of Da Valley è un album particolare, raccoglie varie sfumature e vari stili che caratterizzano la produzione di Jesse Royal scoprendo un lato decisamente più roots ed uno molto più commerciale, senza però scadere nel banale. Lily Of Da Valley è quindi un disco ben assemblato, capace di arrivare ad un pubblico variegato che sicuramente saprà apprezzare tutte le sfumature di cui è composto. Il disco è disponibile in diversi formati e su tutte le piattaforme digitali.

Anche per questo numero è tutto, lo Zio vi dà appuntamento al prossimo numero di BeLeaf !

Per informazioni, invio materiale e consigli, potete scrivere a zion.radiophonica@gmail.com

Pubblicato originalmente in BeLeaf 6, novembre 2017

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