Vegan – Lo sai che anche le piante soffrono? (Parte II)

Nella prima parte di “Lo sai che anche le piante soffrono?” ho risposto ad alcune delle domande più stravaganti, prive di logica e insensate che quasi ogni giorno vengono rivolte a chi palesa la scelta vegan pubblicamente.

Vegan - Bahamas - MaialiMucche che allattano senza far figli, galline che continuano a fare uova come distributori automatici, piante sofferenti e pareri medici non richiesti, sono da sempre i cavalli (pazzi) di battaglia delle persone che vogliono attaccare in qualche modo la scelta vegan. Ultimamente abbiamo anche avuto il (dis)piacere di leggere un articolo, dal titolo offensivo e molto poco intelligente: “Perché non c’è nulla di etico nella vita di un vegano”, dove l’autore privo di ogni logica intellettiva, prende in giro i vegani colpevoli del consumo di anacardi, quinoa e avocado, che sarebbero secondo lui cause di disgrazia nei paesi meno sviluppati. Come se questi cibi siano in vendita nella grande distribuzione organizzata (GDO) per colpa dei vegani.

Non voglio qui approfondire e rispondere passo passo ma posso dire una cosa come fondatore di iVegan.it,Vegan - Coniglio nano bambini il cibo venduto meno online e in negozio è la quinoa; gli avocado li vendiamo un paio di mesi l’anno, gli anacardi non sono neanche a listino. iVegan è il primo venditore di cibo vegan in Italia, così tanto per dire. Questi cibi sono presenti da sempre nella GDO e non è certo per i vegani che vengono venduti, anzi se fosse solamente per le persone vegan non sarebbero mai stati nemmeno commercializzati, per il semplice fatto che non c’è abbastanza richiesta. In generale questo tipo di attacchi mirano sempre a schernire e sminuire la parola “etica” con scuse poco credibili e documentate, la stessa linea che usano i nostri fantastici amici dalle domande improbabili che vi vado a presentare in questa seconda parte di: “Lo sai che anche le piante soffrono?”

Mangiare sempre insalata non ti annoia? Devo dire che se c’è una domanda che veramente mi stimola è questa, semplicemente perché gestisco un portale di cibo vegano da più di 1.000 prodotti in vendita. Dalla colazione alla cena, oramai non c’è cibo che non sia stato veganizzato. Posso dire “pesce” vegetale e “formaggio” vegetale senza troppi patemi d’animo e con buona pace di chi ancora pensa che i vegani mangino solo insalata. A volte la voglia di rispondere: “Sì mi annoio ma preferisco annoiarmi che dover far uccidere animali”, è tanta. Ma opto sempre per una lunga lista di prodotti vegetali. Si potrebbe mangiare vegano un anno intero senza mai mangiare due volte la stessa cosa, se solo si volesse. Il problema è che chi pone questa domanda, di norma, è lui stesso annoiato dalla sua dieta.

Se fossi su un’isola deserta mangeresti animali? Il fan di Robinson Crusoe pone questa domanda di solito quando è arrivato alla fine della discussione con un vegano e la fa seguire con un’affermazione (quella che è alla fine di questo articolo) che dovrebbe togliergli, secondo il suo ragionamento, ogni responsabilità. Che dire, ogni persona è libera di decidere quando cambiare idea e ovviamente anche la propria scelta alimentare. Certo è che chiamare in campo la coerenza in una situazione di emergenza, è decisamente fuori luogo. Di norma dopo aver cercato di far capire al mio interlocutore, probabilmente non saremo mai su un’ isola deserta faccio la mia domanda: “Se dovessi scegliere chi salveresti tra mamma e papà?”

E’ assurdo come si cerchi sempre di giustificare il proprio comodo condizione, invece di cercare con il raziocinio e soprattutto con onestà cosa c’è dietro una scelta etica verso gli animali. La domanda dell’isola è un sempreverde, ma è comunque mal posta. Nessuno di noi vivrà mai su un’isola deserta. Se si mette un bambino in una stanza con una mela ed un coniglio, accarezzerà il coniglio e mangerà la mela. Sapete perché? Perché non siamo predatori, abbiamo nel nostro istinto il calore e l’amore, lo potete trovare negli occhi innocenti dei bambini non ancora “contaminati” dalla società specista e antropocentrica.

“Gli animali muoiono comunque” o anche “Non li ammazzo mica io”.

Ok, non è una domanda ma un’affermazione. Di solito viene usata dai nostri “simpatici amici” quando gli facciamo notare, a seguito delle loro insistenze, che siamo vegani poiché non vogliamo che si uccidano animali per diventare cibo, abbigliamento o qualsiasi altra cosa.

Certo dopo questa affermazione abbiamo scoperto una cosa importante sulla biologia: gli animali muoiono. Grandioso. Il fatto che siano però stati chiamati in vita, allevati e uccisi per diventare cibo poco importa. Forse è una delle affermazioni più senza senso di sempre. Gli animali muoiono comunque, dunque non provano emozioni, quindi non hanno il diritto di vivere la loro vita in piena libertà e godere del sole e della terra. Se poi si aggiunge che neanche ci si prende la briga di ucciderli allora non c’è problema. Non siamo noi ad ammazzarli, quindi possiamo tranquillamente continuare a farli uccidere per diventare cibo.

Quello che sembra divertente, quando si affrontano i temi dello sfruttamento animale, diventa inevitabilmente triste e lugubre perché ci sono in ballo vite che vogliono vivere, e alla fine ogni nostra scelta personale ha un peso sugli altri esseri viventi.

La scelta vegan è quella che più di tutte limita lo sfruttamento di altri animali e invece di essere attaccata in modo poco intelligente dovrebbe essere ragionata, compresa, ed infine accolta dalle persone che affermano di avere una sensibilità sviluppata verso gli altri animali.

Andrea Biello, iVegan.it​

Pubblicato originalmente in BeLeaf 7, gennaio 2018

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