Cosa c’è scritto (davvero) nella circolare del Ministero sulla cannabis light

Il Viminale avrebbe inviato una circolare a questori, forze dell’ordine e prefetti. Nel documento, il ministero indica quale sia la linea da tenere su smartshop e infiorescenze.

Cosa c’è scritto nella circolare?

Secondo quanto scritto sulla circolare, le “infiorescenze della canapa” con tenore superiore allo 0,5% di Thc (il principio attivo della cannabis) sarebbero inserite automaticamente nella nozione di “sostanze stupefacenti”. Attualmente la legge 242 del 2016 stabilisce che il Thc della canapa legale non può superare lo 0,2, ma consente “un’area di irresponsabilità” che arriva fino allo 0,6%.

Scarica la circolare del ministero dell’Interno

Cosa cambia? Secondo la circolare del Viminale, questa soglia non può più essere tollerata per tutti ma soltanto per gli agricoltori, dato che molti agenti esterni, fuori quindi dal controllo diretto degli stessi coltivatori, possono incidere sul livello di Thc della pianta.

Vengono automaticamente esclusi dall’intervallo di tolleranza tutti i rivenditori, grossisti e negozianti, fino ad ora ‘protetti’ da un vuoto normativo. Secondo l’interpretazione fornita da alcuni organi d’informazione, il limite invalicabile sarebbe quindi lo 0,2%. Ma secondo quanto scritto nella circolare – che vi invitiamo a leggere – il limite oltre il quale le infiorescenze di canapa vengono definite “sostanze stupefacenti” è lo 0,5%. Un nuovo limite che quindi potrebbe, a seconda della concentrazione di Thc, far finire nel calderone delle sostanze stupefacenti anche piante, infiorescenze, oli, estratti o resine che risultino all’interno dell’intervallo di tolleranza stabilito dalla legge 242 del 2016.

Oltre al nuovo limite di Thc, le infiorescenze devono rientrare anche fra le 64 varietà definite “industriali” dal Catalogo europeo.

Infatti le forze dell’ordine, davanti a prodotti come infiorescenze, olii e piante di cannabis, possono procedere al sequestro “sulla base dell’esito positivo del narcotest”. In caso di superamento della soglia, le conseguenze sono denuncia a piede libero per il titolare del negozio, sequestro dei prodotti e segnalazione al Prefetto dei clienti.

Che ci sia bisogno – nell’interesse stesso dello sviluppo delle infinite potenzialità della pianta – di mettere ordine al settore della canapa è un dato di fatto, richiamato non solo dalle stesse associazioni di categoria, reso urgentissimo anche dai numerosi sequestri operati negli ultimi mesi. Ma siamo sicuri che la risposta sia la caccia alle streghe? 

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