Salvini torna a parlare di droghe (senza saperne niente)

Ogni tanto torna a parlarne, giusto così per dare il contentino ai suoi. Il ministro dell’Interno è tornato su un suo cavallo di battaglia, quello delle politiche anti-droga, con il silenzio-assenso dei 5 Stelle, e ha annunciato di aver presentato una proposta di legge sul tema.

La linea è molto chiara: quintuplicare le pene oggi previste, lo ha detto e lo ha ripetuto. “Quello della droga è un enorme problema, si abbassa l’età di primo consumo. Chi spaccia lo considero alla pari di un assassino e ho l’obiettivo di bloccarlo e mandarlo in galera”. Per il ministro dell’Interno non ci sono differenza tra droghe pesanti e leggere, per questo la stretta che ci si aspetta non promette niente di buono.

In attesa di capire cosa c’è realmente scritto nel testo, le associazioni di categoria sono sul piede di guerra. L’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc), ha definito Salvini “un ministro che parla senza sapere di cosa”. Per poi rincarare la dose: “Oltre al classico “poveraccio, non sa di che parla”, ci arrabbiamo anche, perché non è solo un leader di un qualche partito che vuole vietare punire le droghe più di quanto già non lo siano, ma è il ministro dell’Interno. In tutto il mondo nei Paesi che puniscono nel modo auspicato dal ministro lo spaccio di droghe la vendita al mercato nero è più fiorente. E dove i soliti spacciatori vengono trattati da assassini (Filippine, per esempio, e non solo, ma tutti Paesi che non hanno niente a che fare con le democrazie cosiddette occidentali), oltre a un disordine pubblico cronicoe da terrore civico, le galere, i cimiteri e le fosse comuni e le discariche sono piene di persone di vario tipo, tra cui sicuramente alcuni spacciatori, ma tanti, tanti altri che vengono assimilati alla bisogna per il tornaconto della soppressione dei diversi e dei disarmonici ai regimi politici imperanti”. Poi l’Aduc ha aggiunto: “Signor ministro, quando leggiamo e ascoltiamo queste sue affermazioni, oltre a incazzarci, non riusciamo a volerle male. È nella nostra indole non infierire – culturalmente, perché altro non possiamo nelle nostre funzioni e in questo contesto – sui deboli, sui disinformati, per quanto grossa facciano la voce (anche autorevole nel suo caso) per manifestare queste loro caratteristiche”.

Che cosa dice la legge italiana sull’uso e il consumo degli stupefacenti?

Il Testo di riferimento è Testo unico 309 del 1990 che stabilisce regole sulla produzione, il commercioe l’uso delle sostanze stupefacenti, sulla repressione delle attività illecite, sulla prevenzione delle tossicomanie, sulla cura delle persone tossicodipendenti. Sono vietate in ogni circostanza l’eroina, i derivati della cannabis (hashishmarijuana), la cocaina, gli allucinogeni, l’ecstasy.

Tra le altre cose, sono previsti fino a 20 anni di reclusione per chi “coltiva, fabbrica, estrae, raffina, offre o mette in vendita, cede o riceve a qualsiasi titolo, distribuisce, commercia, acquista, trasporta, esporta, importa, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo o comunque illecitamentede tiene sostanze stupefacenti o psicotrope”. Che se fossero quintuplicati come vuole Salvini arriverebbero dunque a 100 anni. Tuttavia l’articolo 75 introduce un’eccezione per chi illecitamente detiene sostanze stupefacenti o psicotrope per uso personale. In questo caso sono previste solo sanzioni amministrative, come la sospensione della patente di guida o del passaporto.

 

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