L’Organizzazione mondiale della sanità ha chiesto all’Onu di depenalizzare la Cannabis a livello globale

C’è una notizia che difficilmente leggerete sui giornali mainstream ma che potrebbe rappresentare il caposaldo per un epocale cambiamento di approccio al tema della cannabis a livello globale.

Gli Stati membri della United Nations Commission on Narcotic Drugs (CND, la commissione sulle droghe e i narcotici della Nazioni Unite) ha ricevuto dal World Health Organization Expert Committee on Drug Dependence’s (ECDD, il comitato di esperti sulle dipendenze dell’Organizzazione mondiale della Sanità) le nuove linee guida sulla cannabis, che erano inizialmente attese per il mese di dicembre.

Le raccomandazioni contenute nel rapporto potrebbero avere portata storica, con implicazioni significative per tutta la filiera della cannabis.

Ve le riassumiamo qui:

  • L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) chiede che l’intera pianta di Cannabis, assieme alla resina di Cannabis, siano rimossi dalla Tabella IV, che é la più restrittiva della Convenzione Unica sugli Stupefacenti del 1961 (tabella in cui la Cannabis é classificata assieme all’eroina, Ndr).
  • La commissione chiede che anche il delta-9-tetrahydrocannabinolo (THC) ed i suoi isomeri siano completamente rimossi da un’altro trattato del 1971 e classificato sotto la Tabella I dello stesso trattato del 1961, secondo quanto emerso da un documento dell’OMS che non é ancora stato formalmente pubblicato ma che sarebbe stato fatto circolare da persone impegnate nella riforma della Cannabis.
  • Cannabis e resina rimarrebbero quindi anch’esse nella Tabella I della Convenzione del 1961, mentre attualmente hanno una doppia designazione nelle tabelle I & IV, la IV designata per quelle sostanze considerate come particolarmente dannose e con limitati benefici medici.
  • L’OMS si sta anche muovendo per chiarire che il cannabidiolo CBD e le preparazioni contenenti meno dello 0.2% di THC non sarebbero affatto sotto controllo internazionale.  Era stato previamente concordato che il CBD non fosse classificato nelle convenzioni internazionali, ma le nuove raccomandazioni chiariscono ulteriormente questo fatto.
  • Estratti e tinture di Cannabis sarebbero rimossi dalla Tabella I della Convenzione del 1961 e classificate sotto la Tabella III della stessa Convenzione.

Gli effetti pratici di tali modifiche sarebbero limitati, nel senso che comunque non permetterebbero ai Paesi di legalizzare la Cannabis in ottemperanza dei trattati internazionali sottoscritti, ma le loro implicazioni politiche sarebbero oggettivamente difficili da sottovalutare.

Nel loro insieme infatti le raccomandazioni, se adottate, rappresenterebbero un formale riconoscimento che le politiche adottate dai governi in merito ai danni e ai benefici terapeutici della Cannabis sono stati sbagliati per decenni.  La nuova posizione dell’OMS arriva in un momento storico in cui un numero sempre crescente di Paesi si muovono per riformare le proprie politiche sulla Cannabis.  In quanto tale, un cambio di posizione dell’OMS potrebbe incoraggiare ancora più nazioni ad appellare e modificare le leggi di stampo proibizionista, sebbene la legalizzazione per motivi non medici né scientifici sarebbe da un punto di vista tecnico ancora una violazione delle convenzioni globali.

“La classificazione della Cannabis nella convenzione del 1961, in assenza di evidenza scientifica, é stata una terribile ingiustizia,” ha dichiarato Michael Krawitz, veterano dell’Air Force degli USA ed attivista della legalizzazione della cannabis impegnato nella promozione di riforme internazionali.  “Oggi l’OMS ha compiuto un grande passo nella direzione del rimediare a questa ingiustizia…ora é il momento che tutti noi supportiamo la presa di posizione dell’OMS e ci assicuriamo che la politica non abbia il sopravvento sulla scienza.”

La pubblicazione delle raccomandazioni dell’OMS era attesa per l’incontro di Vienna a Dicembre, ma l’annuncio fu rimandato per ragioni sconosciute.  Le proposte saranno presentate alla Commissione delle Nazioni Unite per i Narcotici, forse già a Marzo, dove 53 Paesi membri avranno l’opportunità di votare se accoglierle o rigettarle.

Da parte di alcuni Paesi storicamente oppositori delle riforme sulle politiche in tema di droghe, quali Russia e Cina, si prevede un voto sfavorevole alla riclassificazione della Cannabis.

Altre nazioni come Canada ed Uruguay, che hanno legalizzato la Cannabis in contravvenzione dei trattati correnti, così come diversi stati d’Europa e dell’America Latina che consentono la Cannabis terapeutica si prevede inevece che supportino la proposta.

Non é chiaro invece come voteranno gli Stati Uniti; mentre da un lato hanno storicamente fatto pressioni perché altri Paesi non riformassero le proprie leggi sulla canapa, la realtà della legalizzazione in diversi stati degli USA ha reso difficile mantenere quel tipo di posizione negli ultimi anni.

Le nuove raccomandazioni dell’OMS sulla riclassificazione della Cannabis arrivano sotto forma di una lettera, datata 24 Gennaio, firmata da Tedros Adhanom Ghebreyesus che é il direttore generale dell’ente ed indirizzata al Segretario Generale delle Nazioni Unite; Antonio Guterres.

Guterres era Primo Ministro del Portogallo adottò la ormai famigerata politica della depenalizzazione del possesso di droga, un’azione rivendicata con orgoglio dallo stesso durante una dichiarazione dinnanzi alla Commissione delle Nazioni Unite per i Narcotici l’anno scorso.


Articolo a cura di Tom Angell pubblicato sulla rivista Forbes e liberamente tradotto da Gianni Squillace per Centofuochi e per BeLeaf magazine.

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