La Nuova Zelanda verso un referendum sulla cannabis, si vota nel 2020

Anche la Nuova Zelanda si appresta a sondare la sua opinione pubblica con un referendum sulla cannabis: una semplice risposta, un Sì e un No, per un tema che è stato definito come la più grande opportunità di riforma in 40 anni. Che cosa dice il progetto di legge presentato dal governo?

  • Fissa un’età minima (di 20 anni) per utilizzare e acquistare la cannabis ricreativa
  • Regolamenta e stabilisce i controlli di fornitura commerciale, limitando l’uso di cannabis e le vendite solo a locali autorizzati
  • Introduce il divieto di pubblicizzare prodotti a base di cannabis
  • Definisce le possibilità per la coltivazione domestica e privata
  • Introduce un programma di educazione pubblica di sensibilizzazione sull’argomento

Il referendum faceva parte di un accordo di fiducia che il Partito Verde aveva negoziato con il partito laburista al governo. Il deputato dei Verdi Chloe Swarbrick ha dichiarato che la votazione rappresenterà “la più grande opportunità che il nostro paese ha visto in 40 anni”.

Ha aggiunto anche che il progetto di legge delineerà un chiaro regime normativo per “evitare qualsiasi potenziale situazione di ‘Brexit'”, nel senso che la gente saprà esattamente cosa riserva il futuro e come questi cambiamenti saranno attuati.

Ma il voto sarà vincolante?

Anche se la maggioranza vota per legalizzare la cannabis, non è chiaro quanto presto la legge verrà cambiata ed entrerà in vigore. Alcuni dicono che la decisione del referendum sarà vincolante (visto che il governo si è impegnato su questo tema) ma, siccome il referendum dovrà svolgersi durante le elezioni del 2020, è più probabile che sarà un nuovo parlamento a valutare se approvare o meno la nuova legge. E il partito nazionale di opposizione di centro-destra non ha ancora detto se onorerà il referendum

Un voto a favore potrebbe rendere la Nuova Zelanda il primo paese dell’Asia-Pacifico ad approvare l’uso ricreativo del farmaco. I sondaggi mostrano che circa l’80% dei neozelandesi di età superiore ai 21 anni l’hanno provato almeno una volta, mentre il 10% lo utilizza regolarmente.

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