Anche la storica cartiera Fabriano sceglie la canapa: ecco perchè


Non ci sono buoni motivi per non scegliere la canapa industriale come carta, al posto della più diffusa cellulosa degli alberi. Lo ha capito anche la grande azienda italiana, Fabriano, da sempre conosciuta per firmare quaderni, album e carta da disegno che portavamo a scuola. A parte i pregiudizi che ruotano intorno a questa pianta, infatti, non si intravedono altri motivi per non usarla.

Non possiamo non ricordare che l’uso della cannabis ha radici antichissime: già nell’antica Persia si realizzava una carta fatta con canapa e lino, detta carta di Samarcanda e considerata di gran pregio.  Per non parlare della Bibbia di Gutemberg, cioè il primo libro moderno stampato, che è stato fatto su fibre di canapa.

E così nello storico centro di produzione (sin dal 1264) della carta italiana, si torna alle origini e potremo vedere un impianto sperimentale per la fabbricazione della carta fatta a mano attraverso la cellulosa di canapa: “Analizzati i costi e le problematiche di smaltimento, oltre a tutto ciò che concerne la produzione di cellulosa, si penserà a fare un impianto più grande”, dice Sandro Tiberi, l’ultimo grande maestro cartaio della grande tradizione italiana al Fatto Quotidiano.

Perché i benefici di usare la canapa al posto della cellulosa sono tantissimi.

Un esempio? La differenza principale tra un albero maturo e pronto al taglio per l’ottenimento della carta e la canapa, è che il primo ha bisogno di vent’anni per crescere, la seconda solamente di un anno. Non ci sono più scuse quindi quando parliamo del problema della deforestazione: abbiamo una soluzione, dobbiamo solo applicarla. 

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