La cosmetica al Cbd, un’ascesa senza fine

Colloquio con Francesco Dal Zio, fondatore di Hemphilia, società leader nella cosmesi naturale a base di Cannabidiolo


La canapa utilizzata nella cosmesi sta superando ogni aspettativa di mercato grazie ai suoi sorprendenti effetti sulla pelle. Non si tratta di un semplice trend: secondo le previsioni di Arciview Market Research, il segmento della cannabis beauty genererà ben 22 miliardi di dollari entro il 2021. Ed è un processo inevitabile considerando le proprietà idratanti e antiossidanti della canapa.

Abbiamo analizzato le prospettive del settore con Francesco Dal Zio, fondatore del marchio Hemphilia e della Frada Srl, società leader nella produzione di cosmesi naturale a base di Cbd. “Prima, in ben 22 anni – ci racconta Dal Zio – siamo riusciti ad esportare al massimo in una decina di Paesi del mondo. Da quando invece abbiamo cominciato a realizzare prodotti al Cbd, in un solo anno e mezzo siamo riusciti ad esportare nel 70 per cento dei Paesi dell’Unione europea. E adesso cresciamo così velocemente da non riuscire quasi a stare dietro all’intera produzione”.

Dal Zio ci racconta il suo percorso, dai primi passi nella cosmetica, nel ’96, fino alla scelta di utilizzare la canapa (in un primo momento con l’olio prodotto dai semi, 9 anni fa, poi, da un anno e mezzo, tramite prodotti al Cbd).

La sua passione per la pianta dai mille usi è intuibile fin dalla scelta del nome (Hemp, canapa + Philia, amore, in greco). E quando ci parla del settore lo definisce con queste parole: “Pensavo fosse come quello della cosmetica, dal quale provenivo, ovvero con lo sguardo rivolto unicamente ai profitti. Invece ho trovato un’altra realtà, un settore con un’anima nel quale c’è davvero molta voglia di cambiare le cose”.

Partiamo dai benefici dei prodotti a base di CBD. Quali sono principalmente? 

Il Cannabidiolo stimola il mitocondrio, ovvero il motore della cellula della pelle. E avendo proprietà rilassanti, stimolanti ed equilibranti per il funzionamento biologico, riesce a fare in modo che la cellula si ottimizzi e funzioni al meglio, generando inevitabilmente un miglioramento estetico della pelle. In pratica, stimolando il mitocondrio, i prodotti a base di Cbd rendono la pelle inevitabilmente più giovane e rilassata. E l’aspetto più interessante è che stiamo parlando di prodotti che non hanno alcuna controindicazione. 

Avete un’esperienza consolidata nel campo della bio-cosmesi e avete mosso i primi passi nell’ormai lontano 1996. Poi, circa 9 anni fa, la svolta con l’utilizzo della canapa. Com’è nata la scelta di puntare sulla pianta dai mille usi?

Ho cominciato a utilizzare l’olio prodotto dai semi dopo aver scoperto le sue fantastiche proprietà sulla pelle, caratteristiche che nessuna altra pianta riesce ad offrire. Con l’olio – fantastico per il nutrimento e il mantenimento della pelle – abbiamo realizzato prodotti rigorosamente biologici perché i pesticidi, come noto, eliminano e neutralizzano le proprietà organolettiche. Poi abbiamo cominciato a studiare prodotti al Cbd per un’azienda straniera e da lì, alla fine di tante difficoltà, siamo riusciti finalmente a trovare un prodotto efficace. La parte difficile è stata mantenere la percentuale di Cbd nel prodotto, evitando che questo svanisse.

E come avete trovato la quadra?

È accaduto un po’ per caso… Alle 4,31 di un sabato mattina dello scorso anno mi è cascato un becher in laboratorio e mi si è accesa una lampadina. Ricordo perfettamente quell’episodio, il 9 giugno del 2018, con mia moglie che mi reclamava perché chiudessi il laboratorio e tornassi a casa a dormire. Ebbene, quel becher caduto mi fece pensare finalmente al giusto processo produttivo per mantenere costante il Cbd: fare in modo che si ricrei una quantità relativamente bassa di Cannabidiolo per conservare l’efficacia da un punto di vista epidermico.

Il saper cambiare ed innovare vi ha fatto fare quindi un grande salto. Come giudica il settore della canapa, anche sul piano di ricerca e innovazione?

Lo scorso anno, quando abbiamo cominciato a realizzare prodotti al Cbd, pensavo di essere approdato in un settore chiuso, con lo sguardo rivolto solo ai profitti. Invece ho trovato un settore con molta voglia di cambiare le cose. C’è una specie di “soul”, e questo aspetto mi ha dato forti motivazioni. 

Sul piano della ricerca mi sono accorto tuttavia che non esiste ancora molta letteratura sulla cosmetica al Cbd. Una carenza che mi ha stimolato ancora di più, visto che fare ricerca mi appassiona e mi gratifica molto.

Prestate un’attenzione molto particolare nei confronti dell’ambiente. Quanto ritenete importante la sostenibilità ambientale all’interno della cosmesi?

Siamo molto attenti all’ambiente, in qualsiasi momento del processo produttivo. Tra il 2010 e il 2016 ho fatto auditing in 573 aziende cinesi, ho osservato skills, metodi di lavoro, know how. E alla fine, con due di quelle aziende siamo riusciti anche mettere in piedi un brevetto che ci ha permesso di eliminare il riciclo d’aria dentro alcuni flaconi, annullando quindi i conservanti e riducendo drasticamente il peso della plastica. Ora stiamo cercando di realizzare un materiale completamente realizzato con canapa e mais, un prodotto che inquinerebbe enormemente meno, soprattutto all’origine del processo. E poi non utilizziamo scatole. Quando andiamo alle fiere progettiamo il nostro stand usando pareti interamente fatte in cartone riciclato alveolare; in azienda, altro esempio, abbiamo macchinari per riciclare l’acqua che usiamo per il raffreddamento. Insomma, dove possiamo prestiamo molta attenzione all’ambiente.

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