L’associazione #Lacanapaciunisce chiede un incontro al ministro dell’Interno: “Urgente mettere mano ai controlli delle forze dell’ordine”

Pubblichiamo di seguito la lettera che l’associazione
#Lacanapaciunisce ha inviato al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. L’oggetto è una richiesta di incontro con gli operatori del settore per risolvere le criticità dei controlli da parte delle FFOO nei confronti di negozi e delle diverse attività della filiera

Ill.ma Ministro Lamorgese,
desideriamo richiamare la Sua attenzione su una grave problematica che in questo periodo sta colpendo un intero settore lavorativo italiano: quello degli imprenditori agricoli e commerciali di Canapa Sativa L., oggi volgarmente detta “Cannabis Light”.

Si tratta come saprà, di un nuovo e quanto mai ostacolato comparto che ha visto una sua ulteriore evoluzione a seguito del licenziamento della Legge n. 242 del 2 dicembre 2016. Tale testo normativo promuove e permette lo sviluppo di una filiera che ha come risultato finale un prodotto controllato, proveniente da varietà di piante agricole certificate a livello nazionale ed europeo (Reg. UE 2002/53).

La tracciabilità di questo prodotto, come richiesto dalla stessa Legge, assicura all’utente ultimo la salubrità di quanto derivato.
Ciò nonostante, a causa di alcuni punti diversamente interpretabili di tale atto normativo e soprattutto in considerazione della natura controversa della materia in oggetto, da diversi mesi a questa parte una moltitudine di onesti lavoratori, di brave PERSONE, è vittima di una sorta di “accanimento repressivo” che si è più volte concretizzato in gravose operazioni giudiziarie come sequestri massicci -alcuni dei quali non convalidati-, applicazione di altre misure cautelari, operazioni di più FFOO congiunte, revoche di licenze legittimamente concesse, orientamenti diversificati da Procura a Procura e da Tribunale a Tribunale.

Oltre a, purtroppo, un’ingiustificata azione mistificatoria da parte dei mass media che molto spesso hanno preferito e preferiscono riportare ciò che conviene e non ciò che forse è più giusto.

I danni – di diversa e varia natura – sono ingenti, moltissimi posti di lavoro sono andati persi, (quasi 3000 attività -ormai dimezzate- che avevano portato a 12000 posti di lavoro ca., considerando anche l’indotto, stanno cessando di esistere) mentre la criminalità organizzata continua ad arricchirsi trafficando con prodotti davvero pericolosi e molto spesso letali per i meno avveduti.
Ma qui non può parlarsi solo di numeri. È indispensabile parlare di padri e madri di famiglia, ragazze e ragazzi italiani che hanno voluto credere ancora una volta nel Nostro paese, lavorando in maniera onesta in un Settore dalle ottime potenzialità. Per loro e per Tutti Noi. Ma che per fare questo ormai rischiano ogni giorno.
Per un comparto che, come ogni Settore lavorativo, ha i suoi problemi che solo una dovuta e chiara regolamentazione può arginare.

A tal proposito ci si permette di sottolineare in queste sede, una possibile soluzione da potersi applicare almeno in relazione ai controlli degli operanti delle FFOO presso i negozi e le diverse attività della filiera: l’emanazione di una circolare interna da parte della S.V. da diramarsi in ambito nazionale a tutte le Autorità locali, che illustri riferimenti univoci per le modalità di verifica di liceità del prodotto, evidenziando, in tal senso, la procedura in uso anche a diversi corpi di FFOO della città di Milano, già negli stessi momenti in cui Lei svolgeva la funzione di Prefetto presso il citato capoluogo.

Tali procedure si sostanziavano e si sostanziano come ricorderà, nella campionatura da parte degli operanti, del prodotto oggetto di controllo presso le attività in verifica, a cui far seguire un’analisi tossicologica immediata presso i laboratori della Sez. Scientifica ed un’eventuale applicazione di misura ai sensi del Dpr 309/90, solo con lo sforamento nei campioni, del limite di THC fino ad oggi pacificamente ammesso dalle più importanti pronunce di legittimità, dalla letteratura scientifica più accreditata e dalle norme di legge oggi esistenti relative al prodotto Canapa Sativa L.: lo 0,5-0,6%.

Queste operazioni si palesano invero come le più corrette anche in termini di opportunità e diritto.
Ulteriormente, dato il carattere emergenziale della situazione in essere, Le si richiede la possibilità di fissare un incontro con una delegazione scelta degli operatori del settore coadiuvata anche da tecnici, al fine di riuscire ad esporLe in maniera più completa, scevra da ogni parzialità e per quanto di Suo interesse, le eventuali possibili proposte di soluzione applicabili alle criticità in corso.
Sperando anche in un eventuale coinvolgimento da parte Sua, qualora dovesse ritenerlo opportuno, di altri referenti istituzionali la cui attività, a parer della S.V., potrebbe risultare funzionale alle soluzioni pratiche da potersi applicare a quanto in atto.

-Ciò, si precisa, in attesa di una dovuta e richiesta modifica alla legge n. 242, se possibile ancora più controversa dell’oggetto di cui trattasi-.
RingraziandoLa per l’attenzione accordata e augurandoci che tale proposta possa essere accolta, si resta in attesa di un cortese e quanto mai indispensabile riscontro.

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