La lettera di una piccola realtà del Sud alla Casellati: “Non chiediamo aiuto o sovvenzioni, ma solo di poter lavorare, legittimati”

Pubblichiamo di seguito una delle tante lettere che molti operatori della canapa stanno inviando in queste ore alla Presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati. Si tratta di una piccola realtà del Sud italia costituita da 10 giovani imprenditori che hanno scelto di investire nella loro terra, la Calabria. La loro richiesta alla seconda carica dello Stato, in questa bella lettera, è quella di non dichiarare inammissibile l’emendamento a firma Mantero-Mollame, come invece vorrebbe Forza Italia, guidato da Gasparri e Giovanardi, insieme a Lega e Fdi.

Cara Presidente,
Le scriviamo a nome della società agricola JUREsrl, una piccola realtà del Sud Italia che ha iniziato ad esistere da qualche anno dopo l’approvazione della legge 242/2016.
Ci occupiamo dell’importazione di seme e della produzione in vivaio di piantine di canapa Sativa L. con RUP 18/1643 decretatoci dall’ARA – Regione Calabria Giunta regionale; della trasformazione delle infiorescenze di canapa e della conseguente commercializzazione, nel pieno rispetto della normativa.

La nostra società è costituita da 10 giovani imprenditori che cogliendo la possibilità dello sviluppo agricolo sul nostro territorio ha deciso di investire e di credere in questo nuovo settore, invece di essere costretti a spostarsi in altre regioni d’Italia o ancor peggio all’estero, con la speranza di trovare una possibilità.

Da quando la società ha preso vita le nostre stesse vite sono radicalmente cambiate, lo spirito del sacrificio, dello studio, dell’informazione e del lavoro si è ampiamente intensificato, apportando non pochi benefici alla nostra morale.

Finalmente abbiamo iniziato a credere che la sola soluzione per il nostro futuro non sia quella di “vagare” e accontentarci di ciò che ci capita, ma piuttosto quella di investire e lavorare nella nostra tanto amata terra, che oltretutto, per le sue condizioni climatiche e per l’invidiabile posizione geografica che influenza positivamente le colture, ci permette di produrre canapa di alta qualità che non ha nulla da invidiare ai mercati internazionali, al contrario, avrebbe tutte le caratteristiche per dar vita ad un mercato proficuo e competitivo.

E’ proprio per questo che le chiediamo di poterci garantire di continuare a lavorare serenamente senza rischiare di metterci in ginocchio. Accogliendo le modifiche inserite nel subemendamento a firma Mollame – Mantero della 242/2016 e della 309/90, che garantirebbero in effetti una notevole spinta all’industria ed alla libera imprenditoria con (finalmente) delle norme e dei limiti chiari.

La cannabis Sativa L. o canapa industriale è una pianta che non va confusa e associata ad alcun tipo di droga o sostanza pericolosa, è un prodotto con destinazione differente, in quanto la specie botanica risulta non psicotropa; priva di efficacia drogante, ma dalle infinite risorse; la canapa è totalmente innocua per la salute.

Come conferma la determina dell’Organizzazione Mondiale sulla Sanità del 2019 in allegato.

Non vendiamo “droga” come qualche compagine politica inneggia chiudendo gli occhi davanti a ormai stancanti e riconosciuti studi accademici. Coltiviamo una pianta che può rivitalizzare il mondo intero.

Non siamo i soli, ma in ballo ci sono ben 12 mila famiglie, agricoltori, commercianti ed artigiani coltivano trasformano e producono canapa industriale, pagano tasse e da mesi aspettano chiarezza per salvare un settore che si stava faticosamente risollevando dopo una brutale campagna di disinformazione mediatica.

Siamo ora di nuovo sull’orlo del precipizio con conti e tasse da pagare.

Non chiediamo aiuto o sovvenzioni ma solo di poter lavorare, legittimati.

Inoltre questa modifica porterebbe nelle casse dello stato un buon gettito che permetterebbe di aiutare il nostro ed altri settori.

Augurandoci buon senso nelle vostre decisioni.
Porgiamo i nostri più cordiali Saluti.

Andrea Pucci
Mattia Cusani
Francescogiacomo Pulerà
Francesco Carmine Ferrarelli
Antonella Loria
Giuseppe Mirarchi
Andrea Lopez
Salvatore De Luca
Marco Carriere
Filippo Cerasi
(Soci di JUREsrl)

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