Cosa può fare la cannabis per l’Africa?

Nei Paesi dove si può parlare di canapa senza pregiudizi, la legalizzazione è già realtà: pensiamo al Canada ma anche ai tanti stati americani. In Europa siamo ancora molto indietro, ci faremo superare anche dall’Africa? Secondo alcuni commentatori è possibile.

Nel continente africano si coltiva da secoli la canapa ma, come spesso è accaduto, sono stati i proibizionisti a vietarne il consumo e la produzione (in questo caso specifico i colonizzatori). Molta della produzione attuale è ad uso e consumo del mercato nero (un altro grande regalo dei proibizionisti) ma qualcosa sta cambiando. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per la Droga, nel 2007, si stimava che fossero state prodotte circa 10 mila tonnellate di cannabis nel mercato nero. Ma, sappiamo bene che, se si dovesse legalizzare, la cannabis porterebbe più benefici che altro, sopratutto a livello economico. Secondo una stima della banca Barclays, il mercato globale della cannabis medica è attualmente stimato in 150 miliardi di dollari (135 miliardi di euro) e potrebbe raggiungere i 272 miliardi di dollari nel 2028. Un affare ghiotto per economie in crisi come quelle dell’Africa australe. Qualche stato africano lo ha già capito.

Primo fra tutti il Lesotho. A lungo produttore illecito, il Lesotho ha deciso di usare la cannabis come biglietto per uscire dalla povertà e dal sottosviluppo. Nel 2017, ha rilasciato le prime licenze di coltivazione commerciale per il mercato medico internazionale. Da allora ha molto investito nel settore. Scrive il Sole 24 Ore che “il governo del premier Thomas Thabane ha firmato in questi anni accordi multimilionari con società canadesi che stanno investendo nel settore, e nel 2018 MG Health – il maggior produttore locale – si è aggiudicata un contratto che da solo vale 7,6 milioni di dollari”. Di colpo la cannabis potrebbe diventare una consistente fonte di reddito, addirittura la terza nel Paese.

Nel 2018, è stato il Sudafrica a depenalizzare la coltivazione personale e, nello stesso anno, l’Autorità per la Regolamentazione sui Prodotti Sanitari del ha rilasciato le prime licenze per la coltivazione commerciale di cannabis medica. Nel maggio 2019, l’agenzia sanitaria del Sudafrica ha poi sdoganato il settore del CBD, spianando la strada per la libera vendita di estratto .

Grandi progressi sono stati fatti anche in Zimbabwe , Uganda e Malawi, dove il governo sta attualmente coltivando canapa su base sperimentale, ed a Eswatini (precedentemente noto come Swaziland), un altro piccolo vicino di confine del Sudafrica, che sta seguendo la strada tracciata dal Lesotho.

Insomma, sempre più Paesi si stanno muovendo verso la legalizzazione e una marea di investimenti internazionali stanno arrivando sulle coste africane ( e chissà che non cambi qualcosa anche a livello di regole sull’immigrazione). Per questo motivo molti media hanno iniziato a ipotizzare che i prossimi anni saranno davvero verdi per il continente nero.

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