Come la cannabis contribuisce al Cashback di Stato

In questi ultimi giorni non si fa altro che parlare del Cashback di Stato. Per quei pochi che ancora non lo sapessero, si tratta di un’iniziativa voluta dal Governo per incrementare gli acquisti tramite carte di credito e mettere un freno all’evasione fiscale. In questa fase sperimentale se si fanno 10 operazioni di pagamento, fino al 31 dicembre, si può ottenere un rimborso di 150 euro che sarà, successivamente, accreditato a febbraio 2021 sull’Iban indicato. Il cashback esclude sempre gli acquisti online, ma li consente, attivando il meccanismo premiante, se il pagamento dell’ordine consegnato a domicilio viene effettuato tramite POS mobile.

Cosa c’entra la cannabis con il cashback?

Pare che, in questo mese, ci siano stati molti acquisti di cannabis legale nelle diverse città italiane. Un fenomeno che anche grazie al delivery si era già verificato anche durante i mesi di lockdown. Complici i negozi chiusi, tanti italiani non hanno voluto rinunciare alla loro amata pianta. E le piattaforme, perfettamente legali, di delivery di cannabis light hanno avuto molto successo. E hanno contribuito a far guadagnare anche il cashback.

Un bel colpo per tutti quei politici che continuano ad ostacolare leggi che favorirebbero il pieno sviluppo di questo settore che, secondo le stime, saranno protagoniste di un aumento clamoroso entro il 2026.

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