CBD nello sport: per il football americano non è più un tabù

Il comitato per la gestione del dolore della NFL (National Football League), ovvero la maggiore lega professionistica nordamericana di football e la NLFPA (National Football League Players Association) si sono riunite per trattare il tema dell’utilizzo di CBD negli sportivi per la cura del dolore. Alla riunione hanno partecipato anche i produttori e commercianti di CBD per uso terapeutico nello sport, in modo tale da fornire al personale medico aggiornamenti scientifici e non sull’utilizzo di questa sostanza a livello medico/farmaceutico e tutti i possibili benefici che può apportare. 

Il Comitato per la gestione del dolore nella NFL è stato fondato per aggiornare periodicamente la lega riguardo ai recenti sviluppi nelle terapie contro il dolore negli atleti professionisti, negli ultimi tempi il tema principale, grazie anche alle varie ricerche scientifiche che supportano questa causa, è stato l’uso di CBD per trattare il dolore che spesso affligge gli sportivi.

L’incontro con tutti i produttori è servito per aggiornare tutti i componenti del comitato sulle possibili applicazioni della CBD nello sport e non ha nessun fine politico, non vuole essere una spinta a modificare le leggi sulla cannabis, è stato organizzato solo per cercare di dare conforto a tutti gli atleti che si trovano in condizioni di sofferenza.

L’attuale regolamento della NFL vieta il THC e anche alcuni prodotti contenti CBD, sostanza non psicotropa. I giocatori chiedono da tempo che la lega consenta l’uso di cannabis light per la gestione del dolore. È necessario considerare che tante nazioni stanno consentendo l’uso di cannabis light a fini terapeutici, anche per evitare l’uso massiccio di altri farmaci come gli oppioidi, usati nella terapia del dolore che però possono portare dipendenza e se non usati correttamente anche alla morte. Al momento la lega ritiene che le ricerche scientifiche non siano sufficienti a consentire l’so di CBD per trattare il dolore cronico e acuto negli atleti, anche se l’incontro del comitato suggerisce che l’uso di questa sostanza inizi finalmente ad essere preso seriamente in considerazione dalla NFL. I co-presidenti del comitato hanno recentemente inviato alle squadre della NFL dei documenti che oltre a suggerire delle alternative agli oppioidi nella cura del dolore spiegano il punto di vista del comitato sul CBD e un report sulle ultime ricerche scientifiche sulla cannabis.

Il documento afferma che il CBD è una sostanza promettente, e che studi clinici hanno suggerito che potrebbe essere molto utile nella cura del dolore, anche quello neuropatico, ma che al momento il problema è che non si conosce l’esatta composizione del prodotto in quanto la maggior parte proviene da fonti non regolamentate e, che gli studi sono ancora pochi e questo non permette di conoscere tutte le sostanze presenti nella pianta. Il documento si conclude con questa frase “La cannabis al momento rimane una sostanza vietata nella NFL. I problemi legati ai potenziali problemi che causa alla guida, alla dipendenza e ai pochi studi che ne certificano la sicurezza per gli atleti ne fanno una sostanza alla quale avvicinarsi con estrema cautela”.

 

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