Messico, la Corte sblocca la situazione: l’uso ricreativo è autorizzato

La sentenza della Corte di Cassazione Messicana ha approvato la legalizzazione all’uso ricreativo per la cannabis per gli adulti. Con otto voti a favore e tre contrari, la Corte ha eliminato i riferimenti in due articoli della Legge generale sulla salute che proibiva l’uso della cannabis fuori dal campo medico e farmaceutico. 

La decisione della Corte è arrivata dopo mesi di dibattito politico intorno a una legge più ampia sulla depenalizzazione della vendita e del consumo, che però era rimasta bloccata in Senato. Già nel 2019 la Corte affermò che il divieto totale di usare cannabis per scopi ricreativi era incostituzionale. Questo perché, tutti gli adulti hanno il diritto di «decidere, senza interferenze, che tipo di attività ricreative intendono svolgere».

Da oggi, tutti coloro che ora vogliono utilizzare la cannabis per scopi ricreativi possono richiedere l’autorizzazione alla Commissione federale per la protezione dai rischi per la salute (Cofepris) e quest’ultima non può rifiutarla. “In passato, Cofepris ha rifiutato queste autorizzazioni”, ha detto all’Agence France-Presse (AFP) Adriana Muro, direttrice dell’organizzazione per i diritti umani Elementa. “

La decisione obbliga il Cofepris a emanare nuovi regolamenti che facilitino l’utilizzo della cannabis a scopo ricreativo, simili a quelli già in uso per le bevande alcoliche. Probabilmente non si potrà consumare la sostanza in pubblico, davanti a minori, a persone che potrebbero esserne infastidite e sarà vietata la guida a chi ne è sotto l’influenza. Permane il divieto di vendita, così come restano valide le leggi che puniscono chi la vende o la detiene in quantità superiori ai 5 grammi.

La decisione potrebbe essere una vera e propria svolta in un territorio nel quale il traffico della cannabis è ancora oggi uno dei principali mercati neri della criminalità. Il nuovo mercato che verrebbe a crearsi potrebbe trasformarsi nel più grande al mondo del suo genere. I numeri parlano chiaro: il Messico sarebbe sì il terzo stato al mondo dopo Canada e Uruguay a legalizzare a livello nazionale la cannabis, ma sarebbe il primo per dimensioni, contando oltre 88 milioni di adulti e possibili consumatori. Secondo le ricerche svolte dalla New Frontier Data, compagnia di analisi che agisce a livello internazionale, il mercato locale potrebbe valere oltre 2 miliardi di dollari, dando vita ad almeno 50 mila posti di lavoro.

Ultimo, ma non meno importante, tra gli obiettivi vi è anche la diminuzione della pressione sul sistema carcerario, andando a svuotare le prigioni dai piccoli spacciatori e dai consumatori illegali detenuti.

Ovviamente come tutte le decisioni che si rispettino vi sono i pro e i contro, c’è infatti chi dice che la legge limiti e scoraggi i piccoli produttori e soprattutto chi ha investito nell’industria di canapa con bassi livelli di THC. Ancora non esistono leggi che regolamentino e definiscano per bene il mercato della canapa ad alto e a basso livello di THC e questo a lungo andare potrebbe essere un problema. 

Sarebbe però impossibile non definire questa sentenza come “storica”, soprattutto in un paese come il Messico che purtroppo ha dei livelli di criminalità molto elevata. Il prossimo passo sarà rassicurare tutti i produttori con nuove regole e limiti che possano mettere ordine e favorire la nascita di nuove aziende e posti di lavoro.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*