Candidato al senato in Lousiana, campagna elettorale con la marijuana

“Piantiamola con il proibizionismo”. La sintesi delle Agorà democratiche sulla legalizzazione

Il 14 Ottobre scorso, il Partito Democratico ha lanciato la prima Agorà sul tema della legalizzazione della cannabis. Un momento che ha visto la partecipazione di decine di associazioni e molti professionisti del settore. Sono emersi numerosi spunti che hanno l’obiettivo di costituire una proposta seria per il Paese che preveda la responsabilizzazione della cittadinanza e l’ampliamento della piattaforma dei diritti, dal consumo all’utilizzo terapeutico. Ecco cosa ne è uscito

Considerato il vuoto attuale rispetto alle politiche di determinazione sul possesso ed il consumo di stupefacenti si rende necessario ripensare l’approccio all’argomento. Oggi, infatti, è più che mai imprescindibile un’inversione di tendenza tale da poter governare i cambiamenti che attraversano la società e le storture devastanti derivanti da un approccio superficiale, ideologico e spesso ipocrita al fenomeno. Dobbiamo lavorare affinché una nuova politica e una nuova legislazione centri l’obiettivo di contrastare la criminalità organizzata, governare un fenomeno sociale che riguarda non solo i malati che necessitano della cannabis terapeutica, ma oltre sei milioni di persone che la consumano, nonché informare e formare il personale sanitario, i cittadini e i consumatori. Per questo, il processo di legalizzazione permetterebbe di contrastare ed eludere il controllo delle narcomafie, creare nuovi posti di lavoro ed accogliere nuove entrate per lo Stato favorendo maggiore sicurezza sia ai produttori che ai rivenditori, all’interno di un chiaro quadro normativo. L’intento è quello di produrre un documento che possa stabilire il perimetro entro il quale lavorare per una proposta di legge all’indomani del risultato referendario, dove all’interno dell’agorà c’è stato unanime consenso per un sostegno e una mobilitazione per raggiungere l’obiettivo. Di fatto la proposta elaborata verrà consegnata al Partito Democratico nell’ottica di federare tutte le realtà che si sono spese nell’organizzare questa battaglia per i diritti.

Manifestare gli interessi ed i principi, dibattuti durante l’Agorà, ha permesso un dialogo tra tutte le forze coinvolte tale da arrivare ad una sintesi di seguito riassunta nei seguenti punti:

Coltivazione personale

– 5 Piante coltivabili per tutti i maggiorenni, senza limiti di genetica o cannabinoidi, per chi volesse coltivare più di 5 piante sarà necessario comunicare la richiesta alla Questura territoriale
– Detenzione del raccolto intero senza massimali nelle proprie aree private purchè la coltivazione sia nei limiti delle 5 piante
– Il coltivatore per uso personale non potrà svolgere attività di lucro, ma potrà accedere al mercato della cannabis aprendo regolare Partita Iva

Detenzione e possesso

– Per il non coltivatore sarà possibile detenere nelle proprie aree private un quantitativo dimostrabile da controprova fiscale (scontrino o fattura)
– Fuori dalle proprie aree private, per tutti i maggiorenni sarà possibile detenere fino a 15 grammi di cannabis o derivati; chi per certificazione medica potrà detenere un quantitativo maggiore sarà escluso dai suddetti limiti, oltre i 15 grammi la detenzione è legale solo se dimostrata da controprova fiscale e solo nel giorno dell’acquisto al fine di facilitare il trasporto nelle proprie aree private.
– Sarà possibile richiedere un permesso speciale per il trasporto fuori dalla data di tolleranza per quantitativi superiori ai 15 grammi direttamente alla Questura territoriale.

Consumo

– Il consumo sarà libero ma sarà vietato fumare nei luoghi pubblici
– Cesseranno gli effetti penali ed amministrativi delle condanne irrogate fino ad oggi nei limiti della nuova normativa e verranno cancellati dal casellario giudiziale tutti i reati che rimarranno nei limiti della nuova normativa introdotta.
– Verrà istituito il mercato libero della cannabis con le seguenti regole: sarà riservato ai cittadini maggiorenni e si potranno aprire attività richiedendo il certificato antimafia alla Prefettura da allegare all’apertura della Partita Iva dedicata.
– Il numero di piante per le attività sarà illimitato purché venga tenuta traccia del numero delle piante, dell’area dedicata alla coltivazione, del raccolto prodotto e della quantità venduta
– Obbligo di coltivazione nei rispetti dell’agricoltura organica

Servizio Sanitario

– Aumento della diffusione di informazioni sulla cannabis come terapia
– Autorizzazione per enti e aziende locali all’approvvigionamento del Sistema Sanitario
– Possibilità per tutti i Professionisti Sanitari riconosciuti dal Ministero della Salute di prescrivere direttamente la cannabis

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