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Sulla cannabis light il Governo conferma l’approccio ideologico e l’ignoranza tecnica

“I possibili ritocchi all’emendamento del Governo che vuol proibire la produzione e commercializzazione delle infiorescenza di cannabis con meno dello ‘0.2% di THC” scrive Marco Perduca...
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La rassegna stampa del Venerdì

La cocaina è certamente la sostanza che tiene banco in questi ultimi anni: i dati dei report, sia nazionali che internazionali, ci dicono che l’aumento del consumo è evidente così come la quantità di sostanza a disposizione, e la cronaca porta alla luce una ormai famigliarità delle persone con questa sostanza nonostante gli elevati livelli di rischio a cui si può andare incontro, in particolare a causa dei tagli della sostanza che avvengono sul mercato legale. Infatti alcuni paesi stanno cercando altre vie:

La Svizzera sta valutando di procedere con l’implementazione di una politica di somministrazione controllata della cocaina, partendo dalle 4 città maggiormente colpite dal fenomeno. In realtà la proposta arriva proprio da queste quattro città: Zurigo, Ginevra, Basilea e Berna che sono tra le quattro città europee con il tasso più alto di consumo di cocaina nel continente. Le città hanno inviato al governo un postulato con un progetto che prevede la distribuzione controllata di questa sostanza, così da intercettare anche in modo più sicuro i tossicomani per farli uscire dalla situazione di tossicità.

Questa sostanza è ormai socialmente accettata nei micro gruppi, tanto da far ammettere all’ex senatore di Forza Italia Gianfranco Micciché di farne ancora uso nonostante all’inizio avesse smentito. Il senatore solleva quello che è stato definito dalla giustizia uno spacciatore, ovvero lo chef di un ristorante di Palermo in cui era solito andare, dicendo che la sua funzione era solo quella di fare da tramite. Questa questione è da prendere seriamente: abbiamo visto infatti che l’approccio proibizionista altro non ha fatto che peggiorare la condizione di abuso delle persone e la carenza di informazione in merito alle sostanze stupefacenti.

Intanto a livello europeo, sia all’interno delle Commissioni che nella vicina Germania si sta parlando di modificare le leggi sulla cannabis. Intanto, alcuni membri del Parlamento Europeo hanno chiesto formalmente di aprire una discussione sul cambio della normativa in merito alla cannabis tramite un evento che ha visto partecipare 4 gruppi politici e il 50% dei parlamentari. Il Parlamentare irlandese Luke Flanagan ha esposto in modo chiaro le motivazioni per cui questo dibattito si deve aprire anche a livello europeo: purtroppo il tempo è poco, visto che l’anno prossimo verrà rinnovato il Parlamento e a Bruxelles le cose potrebbero sensibilmente cambiare.

La Germania intanto sta procedendo mese dopo mese verso la legalizzazione della cannabis: un primo step arriverà entro l’estate, con l‘approvazione della legge a metà agosto che porrà le basi per le associazioni senza scopo di lucro che diverranno un punto fermo per i consumatori. Successivamente verrà varata una seconda legge che si conformerà alle decisioni regionali, o meglio, ai progetti pilota di cui abbiamo ampiamente parlato in questi mesi. Mentre le Istituzioni europee stanno inesorabilmente terminando il loro mandato, la Germania prosegue sulla via della legalizzazione.

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