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Sulla cannabis light il Governo conferma l’approccio ideologico e l’ignoranza tecnica

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La rassegna stampa del Lunedì

Il week-end appena passato ci tiene con i piedi saldi nel nostro Paese, perchè a Parma Venerdì 7 Luglio si è tenuto un incontro che riguarda la ‘cannabis light’: un mercato recente, che non ha ancora 10 anni se consideriamo il proibizionismo anche rispetto all’assenza di una normativa per la canapa in questi anni, e che merita di essere sempre più trattato vista l’importanza trasversale che questa pianta ha. Ricordarsi infatti che la cannabis light non è solamente una sostanza da fumare, ma deriva da una pianta anzitutto che può subire processi e trattamenti (naturali!) diversi per ottenere i risultati più congrui: pensiamo al settore medico, al tessile, al settore farmaco-cosmetico o anche solo cosmetico. Purtroppo nel nostro paese però questo non è compreso, e rende pesante fare impresa: qualsiasi tipo di attività si decida di fare. 

La cannabis light è ancora un termine dibattuto negli uffici delle Procure e nei Tribunali, pensiamo proprio a Luca Marola che per primo implementò il mercato e subì gravi sequestri che lo obbligarono a chiudere la sua azienda. Le nostre imprese non possono essere costrette alla clandestinità a causa di controlli che spesso fanno aprire contenziosi giuridici, che rendono impossibile continuare a lavorare: giustamente, l’incontro avvenuto a Parma è stato intitolato ‘Cannabis leggera, diritto pesante’, e ha coinvolte molte delle associazioni che si occupano di questo tema sotto vari aspetti. Le associazioni presenti erano: La società della ragione, Antigone, Forum Droghe in collaborazione con le associazioni locali degli avvocati Aiga, Agap e la Camera Penale, insieme al Patrocinio del Comune. Franco Corleone, Presidente del Comitato Scientifico di La Società della Ragione, è intervenuto segnalando un problema: “è la persecuzione dei giovani – dice Corleone – Dagli anni ’90 ad oggi abbiamo avuto 1 milione e mezzo di segnalazioni ai prefetti per persone trovate in possesso di spinelli. Si è criminalizzata una generazione. Ma a che scopo? Le carceri inoltre sono piene in relazione alla legge sulle droghe. Non provoca nessun vantaggio ed è solo una ossessione moralistica con cui dobbiamo fare i conti. Serve chiarezza per evitare di continuare a fare processi alle streghe”.

Un altro commento rilevate è stato poi quello di Giuseppe Rosafio, dell’associazione Aiga, il quale spiega, come dicevamo prima rispetto ai danni che subiscono gli imprenditori, che la questione è complessa anche rispetto al materiale oggetto di sequestro “che resta poi immobilizzato per anni. Se alla fine del processo si dimostra che non c’era l’effetto drogante, quella partita non sarà più rivendibile portando un ulteriore danno grave all’imputato, anche se viene assolto, e che nessuno gli ripagherà”.

Il governo sembra aver lasciato stare il settore, ritirando la delega di qualche settimana fa che metteva il mercato in confusione. Ma la normativa va rivista, perchè questo settore che ha grandi potenzialità anche per i giovani lavoratori merita uno sviluppo.

In Europa il dibattito si è ormai spostato sulla cannabis ricreativa, mercato che al momento è in mano alla criminalità organizzata. Come ricordavamo nella rassegna stampa di venerdì la Germania farà i primi passi verso la legalizzazione, implementando i cosiddetti cannabis social club. In alcune fila c’è una forte paura però verso i consumatori, che in realtà come quella spagnola sembrano essere anche covo di controlli da parte delle forze dell’ordine. Potete leggere in merito l’articolo di Hanf Magazine.

 

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