Attenzione: quello che segue è un racconto di fantasia, un esercizio immaginario che gioca con la politica italiana e con scenari che, almeno per ora, non appartengono alla realtà. Nel futuro, chissà…
C’è un’aria strana, leggera, quasi primaverile nei corridoi di Palazzo Chigi. E no, non è solo per il cambio di stagione. Dopo la netta vittoria del “No” al referendum, l’Italia si ritrova a vivere uno di quei momenti rari in cui tutto sembra improvvisamente possibile.
Le trattative sono durate giorni, tra telefonate infinite, riunioni notturne e caffè bevuti come se fossero acqua. Alla fine, però, l’accordo è arrivato: nasce un governo di centrosinistra, e a guidarlo è Elly Schlein, prima presidente del Consiglio di questa nuova fase politica italiana. Una scelta che fino a pochi mesi fa sarebbe stata liquidata come “suggestiva”, e che qui (nel nostro racconto) diventa realtà.
Il giuramento al Quirinale è stato seguito da una folla curiosa. “Vediamo che succede”, diceva qualcuno. “Peggio di così…” mormorava qualcun altro. Ma già nelle prime ore dopo l’insediamento, si è capito che questo governo non aveva intenzione di partire in punta di piedi.
Tra i primi provvedimenti annunciati, infatti, ce n’è uno che ha fatto alzare più di un sopracciglio — e non solo in Parlamento: la legalizzazione della cannabis.
“Non è una bandiera ideologica, ma una scelta di buon senso”, ha dichiarato la presidente Schlein nella sua prima conferenza stampa. “Regolamentare significa togliere spazio alla criminalità, garantire controlli, e affrontare il tema con maturità, come già fatto in altri Paesi.” Non è una sorpresa, la segretaria del Pd, non ha mai nascosto la sua posizione a favore della cannabis (anche nella realtà), unica leader nel centrosinistra, e ora è il momento di non deludere il proprio elettorato.
Apriti cielo.
Nel giro di poche ore, i talk show si sono trasformati in arene: medici, giuristi, politici, influencer, nonne preoccupate e studenti entusiasti — tutti a dire la loro. Hashtag ovunque. Meme a raffica. Qualcuno ha persino rispolverato vecchie canzoni reggae per l’occasione.
Intanto, però, il disegno di legge prende forma. Si parla di vendita regolamentata, limiti chiari, campagne informative e un sistema di tassazione destinato a finanziare sanità e istruzione.
Nel frattempo, fuori dai palazzi, la vita continua. Nei bar di Roma si discute animatamente tra un cappuccino e un cornetto. A Milano qualcuno già immagina “coffee shop all’italiana” con design minimal e playlist jazz. A Bologna gli studenti festeggiano “con cautela”. E nel Sud del Paese si torna a immaginare un futuro tra i campi, nei propri paesi, mai più costretti ad emigrare.
Tra entusiasmo, scetticismo e ironia, una cosa è certa: questo governo non è passato inosservato. E se questo è solo l’inizio, promette di essere una legislatura tutt’altro che noiosa.
Del resto, in un Paese dove ogni giorno può sembrare un romanzo, forse serviva proprio una storia inventata come questa per cambiare trama. E magari, anche solo per gioco, qualcuno inizierà a chiedersi come sarebbe davvero…






