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Sarà la Spagna il nuovo hub europeo della cannabis medica? Tutti gli scenari

Negli ultimi cinque anni, con la crescita e la progressiva maturazione del mercato europeo della cannabis medica, il Portogallo ha assunto un ruolo centrale nella catena di approvvigionamento globale, guadagnandosi la reputazione di vera e propria “porta d’ingresso dell’Europa”.

Per gran parte della storia recente del settore, infiorescenze essiccate provenienti da Paesi come Canada, Colombia, Thailandia e numerosi altri esportatori internazionali sono transitate attraverso il Paese iberico, dove venivano lavorate e reindirizzate verso i principali mercati europei.

Questo modello si è imposto grazie a un quadro normativo relativamente flessibile, costi operativi competitivi e alla presenza di numerosi impianti certificati EU-GMP. Tuttavia, il predominio portoghese mostra oggi evidenti segni di cedimento.

Crollano le importazioni in Portogallo, cresce il ruolo della Germania

Secondo recenti dati sulle esportazioni canadesi, le importazioni portoghesi di cannabis dal Canada sono diminuite dell’86,6% rispetto al picco di aprile 2025, quando avevano raggiunto 12,4 milioni di dollari canadesi. Nel febbraio 2026, il valore si è fermato a soli 1,67 milioni di dollari canadesi.

Parallelamente, le spedizioni dirette verso la Germania sono aumentate in modo significativo, segnalando una trasformazione strutturale nelle rotte commerciali del settore.

Alla base di questo cambiamento vi sono due importanti operazioni di controllo condotte dalle autorità: l’Operação Erva Daninha, lanciata in Portogallo nel maggio 2025, e una vasta serie di raid effettuati in Macedonia del Nord nel febbraio 2026.

Le conseguenze sono state immediate. In Portogallo, i tempi per ottenere i permessi di esportazione sono passati da circa 30 giorni a oltre 70 giorni, mentre in Macedonia del Nord, dove sono state sequestrate oltre 40 tonnellate di cannabis presso aziende autorizzate, tutti i 43 produttori con licenza sono attualmente sottoposti a ispezione.

Gli esportatori cercano nuove alternative

Di fronte a queste incertezze, molti operatori stanno valutando nuovi mercati in grado di offrire maggiore stabilità e affidabilità.

Tra i candidati più promettenti emerge la Spagna.

Extraction Solutions: “Noi non siamo il Portogallo”

Americo Folcarelli, cofondatore di Extraction Solutions, organizzazione di produzione conto terzi certificata EU-GMP con sede nei pressi di Alicante, afferma di aver intuito con largo anticipo il cambiamento in atto.

“Avevo previsto tutto questo già un anno fa. È per questo che abbiamo deciso di investire in Spagna.”

L’azienda era nata inizialmente con un focus sulla produzione di API (principi attivi farmaceutici), specializzandosi in estrazione e purificazione di distillati. Successivamente, osservando i segnali di difficoltà provenienti dal Portogallo, ha ampliato il proprio modello di business ai servizi CMO.

“La nostra proposta commerciale è semplice: non siamo il Portogallo, non siamo la Macedonia del Nord e siamo in Europa.”

Un rapporto più efficiente con il regolatore spagnolo

Folcarelli sottolinea anche la differenza nell’approccio delle autorità spagnole rispetto all’esperienza vissuta in Portogallo.

Mentre dopo i raid del 2025 i tempi per i permessi di esportazione portoghesi si erano dilatati fino a sei-dieci mesi, il primo permesso di importazione richiesto da Extraction Solutions in Spagna, inizialmente previsto in nove settimane, è stato approvato in meno di tre.

Secondo l’imprenditore, l’agenzia regolatoria spagnola AEMPS ha mostrato grande professionalità, contattando direttamente le autorità canadesi per accelerare le verifiche.

La Spagna è già un gigante della coltivazione

La Spagna non parte da zero. Nel 2023 ha prodotto circa 23,4 tonnellate di cannabis medica e ospita aziende già attive nell’export europeo come Linneo Health, Medalchemy e Canadmedics.

Attualmente circa sette aziende possiedono licenze commerciali per la coltivazione.

Ciò che ancora manca è una struttura consolidata per la lavorazione e il rilascio EU-GMP.

Extraction Solutions dispone oggi di una capacità produttiva di circa 1,6 tonnellate al mese, un volume ancora modesto se confrontato con i 27.000 kg esportati dal Portogallo nel solo primo semestre del 2025.

Diversificazione delle rotte per ridurre il rischio

Secondo Folcarelli, il futuro del settore non sarà dominato da un unico hub logistico.

“Gli operatori non invieranno più tutto in un solo Paese. La parola chiave sarà de-risking. Se hai una sola rotta logistica, in realtà non hai alcuna sicurezza.”

In Spagna, al momento, esisterebbe una sola struttura davvero credibile per il rilascio EU-GMP di livello 1. Questo rappresenta al tempo stesso un’opportunità commerciale e un limite per chi cerca alternative immediate.

Il Portogallo cambia modello: dal GMP washing al white label

Anche il Portogallo si sta adattando.

Arthur de Cordova, CEO di Zeil, osserva che molti operatori GMP portoghesi stanno abbandonando il modello del cosiddetto “GMP washing” di prodotto importato per passare a un sistema white label.

In questo schema, i trasformatori acquistano cannabis da diversi coltivatori locali certificati GACP e realizzano prodotti personalizzati per grossisti tedeschi, venduti con il marchio del cliente.

“I coltivatori portoghesi stanno migliorando rapidamente. I trasformatori definiscono specifiche molto precise in termini di carica microbica, potenza e profilo terpenico. Chi riesce a rispettare questi standard ottiene gli ordini.”

Il vero vantaggio della Spagna: gli estratti

Il principale elemento distintivo della Spagna rispetto al Portogallo potrebbe essere il suo futuro mercato interno.

Il quadro normativo attualmente in discussione dovrebbe infatti escludere le infiorescenze dalla prescrizione medica, privilegiando invece prodotti standardizzati come:

  • tinture;
  • capsule;
  • vaporizzatori;
  • estratti purificati.

Per Folcarelli, questa impostazione è coerente con la logica farmaceutica.

“In Spagna il messaggio è chiaro: se vuoi fumare cannabis esistono i cannabis club. Se invece parliamo di medicina, il prodotto deve essere standardizzato e realizzato in laboratorio.”

Flower vs Cannabis 2.0

La tensione tra infiorescenze e prodotti derivati, spesso definiti “Cannabis 2.0”, è già evidente in mercati maturi come Germania, Regno Unito, Francia e Australia.

Molti osservatori ritengono che questa contrapposizione sarà uno dei temi centrali dello sviluppo futuro del settore.

“Mentre tutti si contenderanno il mercato del flower, noi guardiamo già oltre.”

La Spagna saprà cogliere l’opportunità?

Resta da vedere se la Spagna riuscirà a sfruttare appieno questa finestra di opportunità.

Ciò che appare certo è che il mercato europeo della cannabis medica sta entrando in una nuova fase, caratterizzata da una crescente diversificazione delle catene di approvvigionamento e da standard sempre più vicini a quelli dell’industria farmaceutica.

Secondo Folcarelli, la Spagna dispone di un vantaggio fondamentale rispetto al Portogallo: l’esperienza accumulata da chi l’ha preceduta.

“Abbiamo la possibilità di partire da una pagina bianca. E questa volta non diremo sì a tutti.”

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