I 2 nuovi cannabinoidi scoperti: uno è 33 volte più potente del THC

Lo scorso 30 dicembre un gruppo di ricerca guidato da Giuseppe Cannazza (del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Modena e Reggio Emilia) ha isolato e identificato per la prima volta al mondo due nuovi fitocannabinoidi dalla Cannabis Sativa.

Si tratta del THCP e il CBDP, estratti dalla cannabis medicinale FM2 prodotta dall’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze.

Lo studio in vivo ha evidenziato che il composto THCP ha un’interazione con i recettori per i cannabinoidi 33 volte superiore rispetto al THC e proprio grazie a questa sua maggiore attività psicotropa nei test in vivo, condotti sui topi da laboratorio, il THCP è attivo a dosi più basse. I meccanismi di azione, invece, del CBDP sono ancora poco conosciuti come quelli del CBD.

La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Scientific Reports e apre nuove strade verso la comprensione dell’efficacia in ambito terapeutico della cannabis, come la terapia del dolore, l’epilessia o il trattamento di ansia e depressione.

“La conoscenza della composizione chimica della cannabis – spiega Giuseppe Cannazza, coordinatore della ricerca – è la base per comprendere gli effetti terapeutici delle diverse varietà già utilizzate come farmaci per trattare forme di epilessia grave nei bambini, il dolore neuropatico dei malati di sclerosi multipla e il cancro”.

Il prossimo passo sarà quello di ricercare la concentrazione di questi cannabinoidi in altre varietà di cannabis, per scoprire perché alcune varietà con un basso livello di Thc hanno proprietà psicotrope estremamente elevate, e poi capire se questi stessi effetti si hanno anche nell’uomo.

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