La svolta verde della Grecia, da ultima della classe a nuovo Eldorado?

La Grecia, dopo i disastri economici degli ultimi anni che l’hanno più volte vista sull’orlo della bancarotta, ha deciso di ripartire proprio da uno dei settori più innovativi del nuovo millennio: la cannabis.

Una scelta non scontata considerando che il paese ellenico era stato uno dei più repressivi dal punto di vista legislativo. Basti pensare che fino al 2013 erano previsti fino a 5 anni di carcere per un semplice caso di possesso di cannabis.

Poi la svolta con l’apertura del governo Tsipras che, nel 2016, ha formato un gruppo di lavoro per valutare la legalizzazione della cannabis medica. L’anno successivo il Primo Ministro, ha annunciato una ulteriore apertura, dichiarando legale l’uso medico della cannabis per i pazienti in possesso di una prescrizione.

Da allora, dopo aver dibattuto molto, si è giunti ad una recente legge che ha definitivamente sdoganato l’uso medico e la produzione di cannabis in Grecia.

I provvedimenti per incentivare la produzione della canapa si sono succeduti uno dopo l’altro. Sempre a marzo 2018, ad esempio, il governo ha revocato il divieto di coltivazione e produzione, attraendo sempre più investimenti.

Per quanto riguarda l’uso ricreativo invece la strada sembra tracciata anche se ancora lunga. Per il momento l’unica cannabis consentita è quella con tassi di THC contenuti tra lo 0,2% e lo 0,6%, e tassi di CBD variabili fino ad un massimo del 30/40%. La rinascita della Grecia passerà per la svolta verde?

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