L’Italia è sommersa dalla cocaina

Si trova dappertutto e ad un prezzo molto basso. Non è più la droga dei ricchi o dei figli di papà. La consumano in tanti, troppi e sempre più giovani.

Da Milano a Palermo, passando per Bologna e Bari, l’Italia è al primo posto nel Vecchio Continente per il consumo di cocaina in rapporto alla popolazione ed è al centro dei traffici per lo smercio delle sostanze stupefacenti.

Questo è quanto emerge dal rapporto del Global Drug Survey, una delle più importanti compagnie di studi di ricerca nel settore della droga e dell’alcool. 

Per capire quanto sia consueteo l’uso delle sostanze stupefacenti in Italia, il rapporto indica che nell’ultimo anno il 43,8% della popolazione italiana ha fatto uso, almeno una volta, di droga.

Una percentuale più che allarmante, visto che è la terza più alta al mondo dopo Australia (51,1%) e Danimarca (50,5%) e poco meno del doppio rispetto a quella che è la media mondiale (23,7%).

Non è una novità

Già nel report pubblicato dalla rivista Addiction sulle droghe diffuse in tutto il mondo e condotto dal 2011 al 2017, si fotografa una situazione allarmante in Italia. Lo studio confronta il consumo di stupefacenti in 37 nazioni (120 città) attraverso l’analisi delle urine nelle reti fognarie urbane. E’ una tecnica messa a punto dall’istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri nel 2005. 

Grazie a questo metodo, la rivista Addiction è stata in grado di tracciare una geografia del consumo di stupefacenti: la cocaina continua a prevalere nell’Europa meridionale ed occidentale, mentre droghe sintetiche come anfetamine e MDMA hanno le concentrazioni maggiori nei Paesi nordici, Germania e Olanda su tutti. Un rilevamento importante emerso dallo studio è l‘espansione dell’uso di metanfetamine dai Paesi dell’Est verso l’Europa settentrionale, con concentrazione elevate anche in Finlandia e Norvegia. 

“In Italia, dove il monitoraggio è stato effettuato principalmente nella città di Milano – spiega Sara Castiglioni, capo dell’Unità di biomarker ambientali del Dipartimento ambiente e salute dell’Irccs Mario Negri – la cocaina è risultata la sostanza più utilizzata tra quelle analizzate, con consumi minori di metamfetamina ed ecstasy e pressoché nulli di anfetamina”.

“Milano presenta consumi di cocaina che possiamo definire ‘medi’ – aggiunge Castiglioni – simili a quelli di Parigi e Copenaghen, inferiori a quelli di Zurigo, Anversa, Londra e Barcellona. Il trend di consumo di cocaina a Milano è rimasto stabile dal 2011 al 2015, ma è aumentato nel 2016-2017. Analoghe rilevazioni a Bologna, Gorizia, Bari, Potenza e Palermo sono state effettuate solo nel 2017 e confermano i risultati di Milano”.

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