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La protesta di Villa Maraini

Il centro di recupero per tossicodipendenti Villa Maraini di Roma non riceve alcun contributo dal Comune dal 2013 pur svolgendo la sua attività principalmente nella capitale. La struttura offre 14 servizi dalla bassissima soglia, che si fa in strada nei luoghi del consumo di sostanze, per salvare vite da overdose e malattie infettive, fino all’alta soglia, della Comunità terapeutica che si trova in sede, nel quartiere Monteverde, passando da servizi ambulatoriali, distribuzione del metadone, test HIV ed epatite C per tutti e gratis, raccolta siringhe usate ed altri servizi utili.

“Offriamo molti servizi e ogni giorno assistiamo oltre 600 persone con problemi di dipendenza patologica e per le loro famiglie. Trovo assurdo che il Comune non si possa fare carico di parte delle nostre attività. Si trovano soldi per tutto, tranne che per le dipendenze patologiche, come mai?” afferma il suo fondatore Massimo Barra che ha protestato ieri in piazza del Campidoglio chiedendo di fare chiarezza sui costi della Agenzia Comunale per le tossicodipendenze “rispetto ai fondi che eventualmente ha da distribuire”.

“Sono anni che si spendono soldi di gestione e personale per questa Agenzia e che se ne annuncia la chiusura, con tanto di nomina di un Commissario e fantomatico tesoretto di milioni di euro che rientrerebbe nelle possibilità di spesa del Comune – aggiunge -. Ecco, tutto molto interessante, ma nel frattempo sono 10 anni che noi non vediamo un euro, pur offendo un servizio unico ed insostituibile, non solo per i tossicodipendenti e loro famiglie, ma anche per la popolazione generale, con servizi d’avanguardia come: la raccolta delle siringhe usate e abbandonate in giro per la città, che i cittadini ci possono geo-localizzare, in modo che si possa passare a raccogliere e smaltire in sicurezza. Ma tranquillamente continuate ad ignorarci. Tanto, se chiudiamo, sicuramente saprete gestire le 250.000 presenze/anno di utenza che rimarrebbe senza assistenza!”

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