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Carpi: verso la creazione di una filiera per la canapa

Si aprono prospettive interessanti per il mondo della Canapa, anche se a livello nazionale la legislazione rimane ferma al 2016 e avrebbe necessità di essere rivista in senso positivo per tutte quelle aziende che hanno investito nel settore. Fortunatamente ci sono regioni e comuni che tentano di valorizzare questo settore economico, che potrebbe portare numerosi vantaggi sia dal punto di vista economico che da quello ambientale.

Creare una vera e propria filiera territoriale della canapa completa a Carpi. Ecco la proposta avanzata dal Comitato ProCanapa come ulteriore tappa di un percorso avviato al termine del 2021 in città. Quell’anno nasceva infatti il comitato stesso, che nel 2022 ha promosso un primo convegno sul tema con oltre cento partecipanti.

Questa idea ha fatto si che nascessero incontri con l’amministrazione, associazioni e stakeholder interessati, senza dimenticare gli imprenditori attivi nello sviluppo della coltivazione. La novità di oggi è che si è deciso, di concerto con l’amministrazione comunale, di realizzare l’anno prossimo in una specifica area verde un piccolo padiglione con mattoni di calce e canapa con l’obiettivo di monitorare le prestazioni e l’efficienza energetica della costruzione al variare dei mesi e delle stagioni. Un interessante progetto che potrebbe ulteriormente aprire le possibilità di questo settore.  Alcuni saranno i dati da tenere sotto controllo in questo monitoraggio: temperatura, umidità, isolamento termico-acustico, traspirabilità e comfort abitativo.

Un altro punto interessante sono le relazioni instaurate con Unimore (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia), dove si è avviato un primo confronto per valutare gli ambiti di ricerca e sperimentazione sulla canapa, quindi sulle sue applicazioni e sulle fibre tessili di origine vegetale. Il Comitato ProCanapa ha poi fatto richiesta per un bando regionale per lo sviluppo e la sperimentazione di un bioreattore industriale per l’estrazione di fibre di canapa e la produzione sostenibile di tessuti e materiali per l’edilizia. Il progetto vede come capofila il Centro di qualità tessile di Carpi: il progetto è risultato primo nella graduatoria, e questo comporta un evidente dato positivo per tutta l’Emilia Romagna, visto che sono coinvolte altre importanti aziende e consorzi di altre città oltre a Carpi.

Certamente il futuro della canapa è alle porte, anche dal punto di vista degli sviluppo nel settore tessile: speriamo che anche altri, oltre la geografia dell’Emilia Romagna, se ne rendano conto.

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