Le ragazze salveranno il mondo. E il nostro ambiente

Nato prima dell’emergere sanitaria, “Le ragazze salveranno il mondo” di Annalisa Corrado, non perde la sua potenza ma anzi, alla luce dell’attualità, ne amplifica l’importanza. Perché oggi più che mai abbiamo bisogno di donne per cambiare il mondo e il nostro destino.

Il libro nasce con la speranza di portare in giro il potere evocativo di storie come quella di Rachel Carson, la donna che sconfisse le multinazionali del biocida DDT, di Wangari Maathai, la prima premio nobel per la pace africana, che insegnò alle donne diritti e democrazia partendo dal piantare alberi, di Alexandria Ocasio Cortez, la più giovane parlamentare al congresso degli Stati Uniti D’America, precisa e chirurgica nei suoi attacchi al potere di Trump, di Greta Thunberg, che ha scosso il mondo con una potentissima onda d’urto di mobilitazione e ribellione contro l’inazione rispetto al collasso climatico, e, infine, di Jane Fonda, attivista poliedrica e capace di una evoluzione continua e inarrestabile.

Insomma c’è bisogno delle donne, per affrontare questo passaggio.Della loro presenza, della loro rappresentanza, delle loro competenze, esperienze e visioni. Questo libro è solo un piccolo strumento che prova a ricordarcelo.

 “Mentre l’attualità e i media (con rarissime eccezioni) non fanno altro che spostare l’attenzione collettiva da un uomo solo al comando all’altro, con preferenze evidenti per chi si mostri più arrogante, auto-referenziale, vendicativo e aggressivo degli altri, ho sentito la necessità fortissima di costruire uno strumento che potesse aprire varchi verso una visione completamente diversa.

Ed ecco che sono apparse, una dopo l’altra, alcune figure che (in qualche modo molto poco razionale e piuttosto esperienziale) hanno condizionato, ispirato o persino stravolto il mio modo di essere una donna ecologista in questi anni così complicati e confusi.

Donne appassionate, determinate.

Donne in continua evoluzione, capaci di tessere reti e di animare con generosità quei processi che superano anche loro stesse; così illuminate e ispirate da essere in grado di mettersi al servizio di cause altissime, senza per questo perdere la capacità di sporcarsi le mani, di restare saldamente con i piedi a terra, di fare attenzione ai più piccoli e ai più fragili, di sorridere e ridere di gusto.

Donne che hanno dovuto respingere attacchi sessisti violenti e osceni, che nulla avevano a che fare con le battaglie combattute, bensì con l’aver osato prendere parola, spazio, visibilità; donne che hanno dovuto trovare una forza quasi sovraumana in loro stesse e che hanno saputo e voluto condividerla insieme ad altre donne – perché no, non è affatto vero che le donne non sanno fare squadra (come dimostrano anche le due ecologiste meravigliose che mi hanno onorata della prefazione e della postfazione di questo libro)”.


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