Perché non parliamo di canapa?

La canapa è una pianta antichissima dalle infinite risorse, ma andiamo a scoprire perché.

La canapa ha origine nell’Asia Centrale, nelle regioni che circondano l’Himalaya. Il suo nome scientifico è Cannabis sativa L. ed ha origini antichissime, se ne trovano tracce già in era preistorica; ma è intorno al

2.000 a.C. che comincia a trovare maggiore impiego grazie alla sua coltivazione. In Asia Centrale, tra Cina, Mongolia e Mesopotamia, ha visto un’estesa diffusione come cibo e fibra tessile.

Nei secoli è stata usata per numerose finalità ed è una di quelle piante che può essere utilizzata quasi per intero. Infatti dalle parti semilegnose si possono ottenere fibre utili alla manifattura di vestiti, sacchi, corde, carta; dalle foglie, dai fiori e dai semi invece si ottengono dei principi attivi con proprietà terapeutiche.

Ad esempio la produzione della carta risale al 2700 a.C. dove è stato ritrovato un frammento di carta a Shen Nung in Cina, fu utilizzata anche per la seconda stesura della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America ed ancora utilizzata in pittura da artisti come Rembrandt e Van Gogh tra gli altri.

In Italia ha avuto una sua prima diffusione nel I secolo a.C. ma sembra si sia diffusa sempre più nel Medioevo. Nel mondo ha visto una riduzione del suo utilizzo fino agli anni ’30, così come in Italia dove è stata abbandonata quasi completamente la sua coltivazione fino agli anni ‘90.

Il mercato

Come detto nel XIX secolo la canapa è stata progressivamente abbandonata, la coltivazione è diminuita progressivamente a causa della diffusione prima del cotone, poi delle fibre sintetiche e per l’uso di polpa di cellulosa per la produzione di carta.

Il minor interesse verso questa pianta venne anche imposto dagli Stati Uniti che avviarono una campagna contro la Cannabis, associandola all’uso esclusivo di droga e tramite la Marijuana Tax del 1937, che tassava la produzione di questa pianta. Venne così ridotta volontariamente la produzione di questa pianta a favore di grandi produttori di fibre sintetiche.

Tale approccio è stato seguito dai maggiori produttori mondiali arrivando al 1961, quando venne firmata la Convenzione Unica sulle sostanze stupefacenti, rinnovata nel 1971 e nel 1988, che la portò a scomparire dalle coltivazioni mondiali.

Dagli anni ’90 c’è stato un rinnovato interesse per questa pianta guidato da Nord America, Europa e Cina che ne hanno reintrodotto la coltivazione e l’uso industriale, grazie anche al miglioramento e all’innovazione avvenuta nelle fasi di produzione e trasformazione industriale.

La pianta

La Cannabis sativa è una pianta erbacea annuale, appartiene alla famiglia delle Cannabinacee e al genere Cannabis. Ha fusto eretto, di altezza compresa tra 1 e 4/5 metri ma può raggiungere anche i 7 metri a

seconda delle varietà, delle condizioni pedo-climatiche e della densità di semina. Ha un apparato radicale fittonante che può raggiungere anche 1,5 m di profondità.

È una pianta dioica (con fiori maschili e femminili su due piante diverse) con fecondazione anemofila, in Italia la fioritura avviene nel mese di luglio. Le piante maschio seccano a fine luglio e le femmine proseguono la crescita per portare a maturazione i semi.

Ha uno sviluppo che si estende tra gli 80 e i 150 giorni dalla semina alla raccolta.

La canapa è caratterizzata da una elevata variabilità che ne ha consentito l’ibridazione per la creazione di cultivar destinate a differenti usi.

I fiori presentano a loro interno sostanze chiamate cannabinoidi come il Delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) un elemento psicotropo e il Cannabidiolo (CBD); viene considerata da fibra una pianta contenente livelli molto bassi di tetraidrocannabinolo- THC.

La cosiddetta cannabis legale ora in commercio, ottenuta dalle infiorescenze, è ricca in CBD, che ha effetti rilassanti ma è in grado di agire anche come antinfiammatorio e antidolorifico, ed ha contenuti di THC molto bassi, per legge inferiori a 0,2 mg/kg.

Per l’uso in altri campi alcuni produttori ritengono limitante la soglia per il THC che non gli permette di utilizzare tutte le parti della pianta.

Risorse infinite

La Canapa, come dicevamo, può essere utilizzata per diverse finalità. Inoltre oggi con gli obiettivi del New Green Deal viene imposta dall’Unione Europea la coltivazione tramite l’uso efficiente di risorse e mirando alla riduzione di CO2. La canapa può contribuire, come dice L’EHIA (Associazione europea della canapa industriale) “al potenziamento di soluzioni innovative in grado di accelerare la transizione verso un modello di crescita rigenerativa che restituisca al pianeta più di quanto viene sottratto. Questo modello garantisce diverse migliaia di nuovi posti di lavoro verdi e destinati a lavoratori altamente qualificati nelle aree rurali e in ambito produttivo.”

La canapa infatti è una pianta polivalente, come detto, per i numerosi usi che può avere. È una pianta a emissioni di CO2 negative, poiché il riutilizzo degli scarti può essere continuo, riducendo le emissioni per produrre nuovi materiali; dal punto di vista nutritivo sono ricchi in proteine e poveri in grassi. Le foglie e i fiori sono ricchi di elementi fitochimici (cannabinoidi, terpeni e polifenoli) che migliorano la qualità della vita.

Sempre secondo l’EIHA l’assorbimento di CO2 da parte di questa pianta è pari a “1,6 tonnellate di assorbimento di CO2 per tonnellata di canapa. In termini di utilizzo della terra, considerando un rendimento medio di 5,5-8 t/ha, ciò rappresenta 9-13 tonnellate di assorbimento di CO2 per ettaro raccolto.”

Il digitale

Nel miglioramento dei processi produttivi rientra anche il digitale, compreso nel grande mondo dell’Agricoltura 4.0. Infatti sia in campo che nelle fasi di trasformazione e vendita possono essere integrati sistemi “intelligenti” capaci di semplificare il lavoro e aumentare la qualità del prodotto. Questi sistemi comunicano tra loro grazie all’Internet delle Cose, ossia un insieme di strumenti, dagli hardware, ai software fino ai macchinari e alle piattaforme gestionali che comunicano tra loro tramite internet e traite sistemi di comunicazione digitale.

Con l’uso di Sistemi di Supporto alle Decisioni è possibile monitorare le coltivazioni da remoto; ad esempio, grazie allo studio della vegetazione con immagini satellitari, alcune aziende stanno portando il digitale nelle aziende agricole fornendo agli agricoltori informazioni di facile lettura su app di semplice utilizzo.

Ancora, esistono sistemi di sensoristica per valutare l’accrescimento delle piante e sistemi di monitoraggio degli apporti nutritivi e idrici. Nelle fasi di raccolta e trasformazione possono essere usati macchinari intelligenti e automatizzati, programmati da remoto e gestiti con semplici gestionali. Questi sono utili sia per gestire la raccolta sia per gestire fasi come il packaging e l’etichettatura. Infine esistono sistemi utili alla tracciabilità del prodotto come il QR Code.

Insomma la canapa può rappresentare una coltura economicamente e ambientalmente conveniente da avviare, sia per i numerosi utilizzi che per il minimo impatto ambientale che può avere.

A Canapa Mundi ci saranno oltre 300 espositori da tutta Europa e ci saranno stand che esporranno progetti e prodotti legati a sostenibilità, edilizia, agricoltura, medicina, campo tessile e benessere.


Articolo a cura del dottor Agronomo Simone Fiorentino di Elaisian

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