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Legalizzare non è una scelta, è una responsabilità

Legalizzare. Regolare. Educare. Questo approccio si è rivelato il modo più efficace per proteggere i nostri giovani
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La rassegna stampa del Lunedì

Il lunedì della prima settimana di luglio si apre con una buona notizia: nonostante il leggero calo, il sondaggio Izi dice che più di mezza Italia vuole la cannabis legale con un Sì del 52,1% degli intervistati. Alla stessa domanda durante la fine del 2022 gli intervistati propensi verso la legalizzazione erano il 58%: sei punti in meno probabilmente dovuti anche al cambiamento di questo governo, che non ha nascosto le sue intenzioni repressive, prima con il decreto anti-rave ed oggi organizzando un assurdo convegno ‘contro tutte le droghe’ nella giornata del 26 Giugno che a livello globale è definita ‘Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico di sostanze stupefacenti’. I contrari sono cresciuti dal 41,2% al 47%, e gli astenuti si attestano al 15,3%. Ovviamente il range di età maggiormente favorevole alla legalizzazione è quello che va dai 18 ai 34 anni con il 63% di persone favorevoli.

Mentre in Italia aspettiamo l’evolversi di una situazione totalmente in stallo ormai da più di 30 anni, il mercato della cannabis legale in Canada è cresciuto del 157% in tre anni secondo il rapporto Headset, in cui si evidenzia la capacità di adattamento di questo settore nonostante ci sia stato un aumento del numero di negozi che vendono la cannabis, rispetto ad una domanda che è rimasta lineare in questi anni. Certamente se pensiamo sui tre anni l’aumento sembra molto, ma negli ultimi anni in particolare a cavallo tra il 2022 e il 2023 la percentuale di crescita è stata solo dell’11,8%. Un male? Semplicemente è naturale una linearità: un mercato prima inesistente è normale che inizialmente faccia grandi numeri, complice anche la curiosità dei consumatori, così come è normale che la crescita si stabilizzi dopo alcuni anni dalla legalizzazione.

Se a livello di cannabis ricreativa vediamo una stabilizzazione nei paesi che hanno già legalizzato (sono comunque introiti che prima erano inesistenti), il campo medico continua nelle sue indispensabili ricerche. Un nuovo studio della società di biotecnologie, l’Oregon Floraworks, ha recentemente dimostrato l’efficacia del cannabinolo sui disturbi del sonno, inoltre questa società sta portando avanti uno studio controllato con placebo sul CBN puro. Nel nostro paese purtroppo la ricerca scientifica è bloccata da una legge sulla cannabis medica che andrebbe rivista, come abbiamo visto dall’intervista fatta la scorsa settimana a Viola Brugnatelli e Andrea Cristofoletto di Cannabiscienza a cui vi rimandiamo.

 

A venerdì, con il riassunto della settimana. 

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