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La canapa contro l’inquinamento da Cromo Esavalente

Nel contesto ambientale attuale, l’impegno nella ricerca di soluzioni sostenibili per il trattamento dei contaminanti industriali è più critico che mai. Un esempio lampante di tale impegno è rappresentato dalla collaborazione tra il dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa e il consorzio Con.CanapaTu.Val.I., che hanno posto le basi per un’avventura scientifica volta a bonificare le acque contaminate attraverso l’uso innovativo della canapa. Questa ricerca si inserisce in un contesto più ampio, segnato dalla problematica del Keu, un residuo di produzione derivante dal trattamento dei fanghi della concia delle pelli, al centro di un’indagine della magistratura per la sua dispersione illegale in Toscana.

Scienza al Servizio dell’Ambiente

La ricerca si focalizza sul potenziale dei sottoprodotti della lavorazione della canapa nella rimozione del cromo esavalente, un noto cancerogeno, dalle acque contaminate. Il Cr(VI), sebbene naturalmente presente in forma trivalente durante la produzione del Keu, può ossidarsi a esavalente sotto l’influenza di ossigeno atmosferico e pioggia, divenendo altamente tossico.

Gli esperimenti preliminari, che hanno impiegato fibre di canapa, canapulo e semi di canapa, hanno evidenziato come in particolare il canapulo fine sia estremamente efficace nell’abbattere la quantità di cromo esavalente presente in fase acquosa, riducendolo alla sua forma trivalente meno nociva. Questo processo non solo neutralizza la pericolosità del contaminante ma ne impedisce anche la mobilità nel suolo e nelle acque sotterranee.

Risultati Promettenti e Prospettive Future

I risultati ottenuti dallo studio in microcosmo, simulando le condizioni di infiltrazione delle acque piovane in suoli contaminati con aggiunta di canapulo, hanno rivelato una diminuzione significativa della concentrazione di Cr(VI) rilasciato, confermando l’efficacia di questo metodo. Forti di questi risultati, il consorzio Con.CanapaTu.Val.I. sta ora progettando, in collaborazione con aziende specializzate nelle bonifiche ambientali, iniziative pilota per trattare le aree toscane attualmente contaminate da cromo esavalente.

Inoltre, la presentazione della domanda di brevetto per il “metodo per rimuovere cromo esavalente da acque e terreni contaminati” segna un passo importante verso la formalizzazione e l’adozione di questa innovativa tecnologia di bonifica.

Un Impatto Oltre la Bonifica

L’impiego della canapa in ambito di bonifica ambientale non solo offre una soluzione efficace ai problemi di contaminazione da metalli pesanti ma rappresenta anche un modello sostenibile di economia circolare. Valorizzando i sottoprodotti della lavorazione della canapa, questa ricerca incoraggia un approccio che coniuga innovazione tecnologica, tutela dell’ambiente e sviluppo economico.

In conclusione, il successo di questi studi e i progetti futuri potrebbero non solo risolvere un problema ambientale di lunga data ma anche aprire la strada a nuove strategie di bonifica basate sull’uso di risorse naturali e rinnovabili, dimostrando una volta di più il potenziale della canapa come alleato prezioso nel proteggere e rigenerare il nostro pianeta.

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