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Brasile, la Corte Suprema si pronuncia sulla depenalizzazione della cannabis per uso personale

La Corte Suprema del Brasile (Supremo Tribunal Federal, STF) si riunisce per concludere la storica decisione riguardante la depenalizzazione del possesso di cannabis per...
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Brasile, la Corte Suprema si pronuncia sulla depenalizzazione della cannabis per uso personale

La Corte Suprema del Brasile (Supremo Tribunal Federal, STF) si riunisce per concludere la storica decisione riguardante la depenalizzazione del possesso di cannabis per uso personale. Dopo aver definito la fattispecie come un reato amministrativo, gli undici magistrati dovranno stabilire la quantità massima di sostanza che può essere considerata per uso personale, distinguendola dal traffico di droga. Attualmente, la Corte sta valutando un limite di 40 grammi, un compromesso tra le proposte che variano da 25 a 60 grammi.

Un altro aspetto cruciale del dibattito è se il limite stabilito dalla Corte debba essere automaticamente valido come legge o se debba essere il Parlamento a formalizzare tale normativa. In quest’ultimo caso, la proposta è di dare al legislativo ed esecutivo 18 mesi per varare una legge che definisca chiaramente i confini tra uso personale e traffico.

La Corte deve anche chiarire le implicazioni legali per coloro che possiedono cannabis entro il limite consentito ma mostrano altri indizi di attività illecite, come il possesso di una bilancia di precisione. Allo stesso modo, devono essere definite le conseguenze per chi supera il quantitativo ammesso ma non è implicato in attività di traffico. Il giudice Alexandre de Moraes ha sottolineato l’importanza di adottare un criterio equilibrato per evitare discriminazioni sociali, osservando che alcuni gruppi sociali, come i bianchi e le persone con maggiore istruzione, tendono a ricevere meno condanne per traffico rispetto ad altri.

Un altro punto fermo della decisione è che, nonostante la depenalizzazione, il consumo di cannabis non sarà permesso in luoghi pubblici. “Il consumo non può effettuarsi in un locale pubblico”, ha affermato il presidente della Corte, Roberto Barroso, specificando che la depenalizzazione riguarda solo l’uso in spazi privati. Questa posizione rafforza l’idea che, sebbene non sia più un crimine penale, il consumo di cannabis rimane un illecito da gestire attraverso sanzioni amministrative.

La decisione della Corte Suprema, che entrerà in vigore questa sera dopo la formalizzazione della sentenza, rappresenta un punto di svolta in un dibattito che si protrae da anni. Con otto voti favorevoli e tre contrari, la Corte ha stabilito che la legge sulle droghe del 2006 non prevede la prigione per il possesso di modiche quantità di cannabis. Tuttavia, il comportamento sarà sanzionato amministrativamente, riconoscendo la questione come un problema di salute pubblica. Il relatore del caso, Gilmar Mendes, ha enfatizzato l’importanza di trattare le persone coinvolte, anziché punirle penalmente.

Dias Toffoli, un altro giudice favorevole alla depenalizzazione, ha evidenziato che il maggiore danno della situazione attuale è il “marchio di criminale” che rende difficile per i consumatori chiedere aiuto in caso di dipendenza. Chi verrà trovato in possesso di cannabis, anche entro i limiti non penali, dovrà essere istruito sugli effetti della droga, prestare servizi comunitari e partecipare a programmi o corsi rieducativi.

Questa decisione della Corte Suprema segna un importante passo avanti nel trattamento legale e sociale della cannabis in Brasile, ponendo l’accento sulla salute pubblica e sull’educazione piuttosto che sulla criminalizzazione.

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