Anche il New Jersey verso la legalizzazione: cosa sappiamo della nuova legge

Sebbene sia iniziato non proprio sotto una buona stella, ora che si sta concludendo possiamo affermare con certezza che nel 2018 ci siano stati enormi progressi dal punto di vista delle leggi sulla marijuana legale negli States. Il precedente Procuratore generale degli Stati Uniti Jeff Sessions aveva provato ad assaltare le linee guida dell’era di Obama che proteggevano le leggi sulla marijuana statale, ma senza riuscirci davvero. E ora anche Donald Trump non chiude alla possibilità di legalizzarla a livello federale (sa che non gli converrebbe perseguire su una strada diversa).

E così moltissimi Stati hanno finito per cambiare le loro leggi per consentire l’uso legale della cannabis ricreativa o medica. Sono già 10 ed è possibile che entro Natale si aggiunga anche l’undicesimo Stato: è infatti passata a fine novembre, in entrambe le commissioni competenti di Senato e Camera, la proposta di legge per la regolamentazione legale della cannabis in New Jersey. Lo Stato della costa orientale sarebbe così il secondo a regolare la cannabis per via parlamentare e non referendaria, dopo il Vermont.

Il governatore dello Stato Phil Murphy si era impegnato in campagna elettorale a regolare l’uso ricreativo della cannabis, dichiarando: “La sola decriminalizzazione non farà uscire gli spacciatori dal mercato, non aiuterà a proteggere i nostri ragazzi, e non farà finire la discriminazione razziale. Se questi sono i nostri obbiettivi, e devono esserlo, la sola opzione possibile è una attenta legalizzazione, regolazione e tassazione della cannabis per gli adulti”. Il disegno di legge potrebbe essere votato già a partire dal 17 dicembre, entrando in vigore addirittura entro quest’anno.

In questo momento il dibattito si sta concentrando su particolari attuativi, come ad esempio a quanto fissare le aliquote fiscali e su come distribuire le licenze. Una prima versione del disegno di legge prevedeva una tassa del 12%, ma Murphy vorrebbe alzarla al 25%.  In questo modo si potrebbe generare un guadagna di circa 850 milioni di dollari. Inoltre è previsto di inserire incentivi per fare entrare nel mercato imprese a conduzioni di donne o minoranze.

Non si potrà fumare in luoghi pubblici ma saranno create delle aree apposite (sia al chiuso che all’aperto) dove poter consumare in libertà. Se il consumatore fosse impossibilitato ad uscire per comprare e consumare (magari a causa di una malattia), potrà anche ordinare l’erba (o derivati) online e vedersela recapitare comodamente a casa.

Secondo un sondaggio di questo ottobre, condotto da Rutgers-Eagleton, il 58% degli elettori supporta la “completa legalizzazione del possesso e dell’uso personale di cannabis ad uso ricreativo” mentre addirittura il 79% è d’accordo sulla possibilità di cancellare dalla fedina penale le condanne per possesso di marijuana.

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