Torna la Million Marijuana March a Roma, una piazza contro ogni proibizione

Maggio è il mese della primavera: si archivia il freddo inverno e si saluta l’estate con il risveglio della natura. Quale migliore occasione per celebrare la canapa, la pianta più meravigliosa (e bistrattata) che esista? Ogni anno si marcia per liberarla dai pregiudizi e dalla cattiva informazione. Ogni anno, in tutto il mondo, si scende in strada per invocare la sua libertà, da troppo tempo negata.

E così sarà anche quest’anno, con la 19esima Million Marijuana March di Roma, un appuntamento che unisce la Capitale a centinaia di altre città nel resto del mondo, per rivendicare a gran voce tre punti globalmente condivisi: la fine delle persecuzioni legali e sociali nei confronti delle persone che assumono cannabis; l’accesso incondizionato all’utilizzo terapeutico da parte di tutti i pazienti e la riappropriazione del diritto di poter legittimamente coltivare una pianta che appartiene al patrimonio botanico del pianeta e quindi all’umanità intera.

“Se fosse un bambino, la nostra marcia quest’anno sarebbe diventato già un adulto maggiorenne e molto motivato”, ci dice Alessandro Buccoliere, portavoce per l’Italia della MMM, “abbiamo attraversato le epoche, le promesse e le illusioni: quante ne abbiamo viste e quante ne vedremo ancora!”. Ma esserci non è uno stanco rito, anzi.
Quest’anno, per gli organizzatori, è ancora più importante gridare forte per cosa si lotta: “Il governo attuale è più viscido e subdolo dei precedenti. Si erano presentati come un ‘Governo di cambiamento’, ma cambiamento di che? Stiamo tornando indietro di decenni, non solo sulla cannabis ma sui diritti: pensiamo al decreto Pillon, pensiamo alla gestione dei migranti”.
Buccolieri non nasconde il suo malcontento: “Se dalla Lega ce lo potevamo anche aspettare, dal Movimento 5 Stelle, che si era presentato come un movimento antiproibizionista, no. In campagna elettorale non abbiamo abboccato a tutte le promesse e abbiamo fatto bene. La controprova l’abbiamo avuta quando è stato nominato Lorenzo Fontana come ministro con delega alle droghe, non hanno mosso un dito né detto una parola. In poche parole, una volta arrivati al potere, non hanno mostrato alcuna volontà di approvare una legge sulla cannabis, dimostrandosi esattamente come tutti gli altri. Questo governo non può, quindi, essere considerato nostro amico perché noi siamo sicuramente antiproibizionisti ma anche antirazzisti, antifascisti e contro ogni forma di sessismo, mentre loro no”.
Nonostante la cannabis con Thc superiore allo 0,2% sia vietata dalla legge italiana e il clima politico non sembri preannunciare prospettive rosee, nel nostro Paese si stima che siano 6 milioni le persone che ne fanno uso regolare: non è un prodotto di nicchia e non può essere semplicemente ignorato. Né si può pensare di continuare con quello che sta diventando una vera e propria privatizzazione della natura. “Mai – ci dice ancora Buccolieri – c’è stata una discriminazione più violenta contro una pianta. Eppure non è mai morto nessuno per l’uso di cannabis, al contrario di quello che succede con il legalissimo tabacco o l’alcool. C’è una disparità di trattamento fra queste sostanze che ha del surreale”.
Il mese di maggio è poi anche il mese dell’attesissima sentenza delle Sezioni unite della Cassazione sulla cannabis light, un mondo che sarà presente in piazza per marciare ma senza loghi né simboli: “Noi non abbiamo niente contro la canapa e penso che la decisione della Cassazione, alla fine, risulterà positiva. Ma non credo che porterà ad una rivoluzione, né potrà contribuire più di tanto alla causa dell’antiproibizionismo in Italia. Noi vogliamo di più, non ci vogliamo accontentare”.
Per questo si attendono circa 30mila persone e tantissimi pullman da tutta Italia. 
L’appuntamento con la Million Marijuana March è l’11 Maggio in Piazza della Repubblica a Roma alle ore 14. L’arrivo del corteo sarà a Piazza San Giovanni. “Purtroppo”, ci dice ancora Buccolieri, “per colpa della circolare Gabrielli (un’altra anomalia del nostro Paese di cui sembra non interessare a nessuno) non potremo sostare come abbiamo sempre fatto in piazza. Ma per il prossimo anno, il nostro ventesimo compleanno, cercheremo di organizzare una festa ancora più grande. Sperando che questo governo sia solo un lontano e brutto ricordo”.

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