Biomassa e infiorescenze, tutti appesi a due emendamenti

Sono ore molto delicate per il futuro del settore. È in corso la discussione della legge di Bilancio e alcuni senatori stanno tentando di proporre in extremis due emendamenti in grado di aiutare tutto il comparto.

Si tratta di due esponenti del Movimento 5 Stelle, Matteo Mantero, Francesco Mollame, e una del PD, Daniela Sbrollini, i quali propongono una soluzione per la coltivazione di biomassa e la vendita di infiorescenze. Di fatto una piccola fronda del Movimento che ci prova, dopo che i loro due precedenti tentativi (sabato 30 novembre) sono stati affossati e buttati nel cestino senza nemmeno poter essere discussi.

Oggi il nuovo tentativo, e già questa è una notizia. Nel caso dovesse passare l’emendamento più completo, è questa la parte positiva, la vendita di infiorescenze diventerebbe finalmente possibile.

Tecnicamente si tratta di due sub-emendamenti collegati agli emendamenti dei relatori della legge di Bilancio, e il primo punto da capire è se arriveranno al momento del voto. In questo senso, infatti, dovranno essere superati due ostacoli: uno, quello più critico, è relativo alla materia di cui trattano, che potrebbe essere considerata non adatta all’emendamento al quale sono collegati. In secondo luogo, prima di essere votati, dovranno ricevere il parere favorevole della maggioranza, dove però sembra esserci un pregiudizio riguardo la parte che regolarizza il fiore.

“C’è paura di affrontare il tema nonostante si parli di canapa industriale sotto lo 0,5% di Thc”, dice Mantero, che parla di “timore all’interno del Movimento, ma soprattutto da parte di Pd e Italia Viva, i quali vorrebbero affrontare la questione con più calma”.

È chiaro in effetti che sarebbe più opportuno affrontare il tema con un disegno di legge organico che modifichi la 242. Ma è vero anche, fa notare Mantero, che c’è anche un carattere di urgenza: “Tra qualche mese inizierà il periodo della semina e se gli agricoltori non avranno certezze non semineranno, creando problemi alla filiera e ai tanti posti di lavoro connessi. Per questo pensiamo che sia adesso il momento di agire”.

Cosa prevedono i due testi? Uno riguarda sia biomassa sia infiorescenze. L’altro soltanto la biomassa. Due versioni, insomma, una più completa (quella che comprende i fiori) e l’altra più digeribile da dare in pasto ai parlamentari più conservatori, che metterebbe al riparo almeno una parte del settore.

In quella che riguarda la sola biomassa, però, oltre a parlare di per il conferimento ad uso industriale (a fronte di una una tassa di 12 euro a tonnellata), si parla anche della modifica della 242 in termini di infiorescenze.

Riportiamo qui la parte del testo: b) il comma 3 è sostituito dal seguente: ”3. L’uso della canapa composta dall’intera pianta di canapa o di sue parti come biomassa è consentito in forma essiccata, fresca, trinciata o pellettizzata ai fini industriali, commerciali ed energetici, nei limiti e alle condizioni previste dall’allegato X alla parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Il contenuto di tetraidrocannabinolo (THC) nella biomassa di cui al precedente periodo non deve risultare superiore allo 0,5/0.

Di fatto, dunque, anche con l’emendamento più restrittivo i fiori si potranno vendere. Non verrebbe regolarizzata la vendita come avverrebbe con l’altro emendamento (quello più completo), ma almeno diventerebbe finalmente possibile commercializzare fiori.

“Abbiamo pensato di presentare le due possibilità per non rischiare di uscire a mani vuote”, ha specificato Mantero, aggiungendo che di fronte alla possibilità di avere tutto o niente, “abbiamo preferito provare a far passare qualcosa, anche se ovviamente la speranza è che passi l’emendamento più completo”.

I tempi comunque sono molto stretti: entro domani pomeriggio il testo generale dovrà approdare nell’Aula del Senato (questi gli accordi tra i capigruppo dei partiti) con il via libera atteso per venerdì prossimo. I due emendamenti, quindi, verranno valutati a strettissimo giro, senza troppi fronzoli.

Poi il passaggio dell’intero testo di Bilancio all’altro ramo del Parlamento, la Camera dei Deputati, dove non si prevedono modifiche visti i tempi stretti. Va ricordato infatti che la manovra dovrà essere approvata da entrambi i rami entro la fine del mese e una nuova modifica della Camera vorrebbe dire ributtare la palla al Senato per arrivare all’ok di entrambi. Troppo poco tempo.

Tutto si capirà insomma nelle prossime ore. Con i tanti imprenditori che hanno puntato sulla canapa in attesa, col fiato sospeso.

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