No ad uso ricreativo e legalizzazione. Sono queste le vere intenzioni del Movimento 5 Stelle?

È davvero deprimente un primo bilancio sull’azione dell’attuale governo giallorosso sul futuro del settore. Le speranze che il nuovo esecutivo riuscisse finalmente a dare una mano ai tanti imprenditori che hanno puntato sulla canapa c’erano, ma alla luce di quanto sta accadendo in queste ore sembra che quelle aspettative siano diventate ormai miraggi e fantasiose illusioni.

È indegno il modo in cui sabato scorso sono stati affossati i due emendamenti che avrebbero potuto aiutare il settore. Buttati nel cestino senza nemmeno poter essere discussi. E il bello, anzi il brutto, è che ad oggi altri segnali di apertura da parte dell’esecutivo non se ne vedono affatto.

Dopo l’esclusione dei due emendamenti sulla canapa, il primo firmatario Mantero ha chiesto pubblicamente scusa per non essere stato presente durante la seduta. Ma a noi risulta che solitamente un emendamento viene ritirato se non c’è nessuno a sostenerlo nel momento in cui si discute. Dov’erano finiti allora gli altri 8 firmatari di quel testo? Possibile che nessuno sia stato avvisato?

Sia chiaro, era difficile che l’emendamento potesse passare, visto che i testi presentati erano oltre 4000. Ma vederlo decadere così è affliggente, con una qualche manina spuntata durante la lunga discussione alla Commissione Bilancio del Senato (dalle 17 alle 23 di sabato 30 dicembre) e con nessuno dei firmatari presenti https://www.senato.it/3511?shadow_organo=1180005.

E se “a voler pensare male è peccato, ma ci si azzecca sempre”, diceva qualcuno, allora la sensazione è che si stia ostacolando ogni forma di regolamentazione o legalizzazione di canapa.

Soprattutto stando a un documento di cui BeLeaf è venuto a conoscenza (in basso la sua pubblicazione) che sembra fare luce sulle reali intenzioni del Movimento. Risale a qualche mese fa, giugno 2019, ma stando agli ultimi sviluppi sembra abbia avuto un seguito politico.

Si tratta dell’interpretazione dell’Ufficio legislativo del gruppo Cinque Stelle sulla sentenza della Cassazione. In una prima parte c’è la descrizione sul dispositivo della sentenza (le motivazioni usciranno dopo un mese circa, il 10 luglio). Nella seconda parte ci sono invece alcune considerazioni di Filippo Gallinella e Marialucia Lorefice, rispettivamente presidenti di Commissione Agricoltura e Affari Sociali alla Camera. Ed è questa la parte che testimonia come l’intenzione grillina non coincida con il desiderio di risolvere la questione della light.

Ci sono due aspetti da rilevare. Il primo è il riferimento al non parlare di legalizzazione in quanto “tema divisivo”. Ma cosa vuol dire, che si parla solo di ciò che conviene ai fini elettorali? Verrebbe da chiedersi ad esempio dove sia finito un altro esponente del Movimento, l’onorevole Vittorio Ferraresi, il quale tanto si batteva per la legalizzazione ai tempi dell’Intergruppo parlamentare della scorsa legislatura. Ora Ferraresi è sottosegretario al ministero della Giustizia e forse, quando l’onorevole Gallinella dice che la parte ludica spetta alla commissione giustizia, potrebbe anche battere un colpo visto che in campagna elettorale ha raccolto diversi consensi anche su quello.

Ma d’altra parte è ormai nota la mancanza di compattezza politica all’interno dei gruppi parlamentari. Ne avevamo scritto già in passato: c’è una piccola fronda che ci prova, guidata da Mantero, ma è come se fosse un altro partito staccato dalla vera linea del Movimento. È una piccolissima rappresentanza che spinge per trovare una soluzione, ma che inevitabilmente si scontra contro chi ancora rema nella direzione contraria. “Purtroppo sul tema c’è ancora molta chiusura e strumentalizzazione dentro il Parlamento”, hanno fatto fanno notare a BeLeaf Magazinedue esponenti del M5S qualche giorno fa.

Ne è una dimostrazione il secondo aspetto rilevante di quell’informativa di giugno. La parte in cui si suggerisce all’intero gruppo M5S di non parlare di uso ricreativo, combustione e uso ludico, perché questi aspetti non sono nella finalità della legge. E il fatto che a farlo siano stati due presidenti di Commissione dimostra come forse sia quella la vera intenzione del Movimento. Soprattutto alla luce della bocciatura dell’emendamento Mantero.

L’onorevole Gallinella – altra anomalia – in quelle considerazioni dice inoltre che l’uso terapeutico e la legalizzazione della cannabis con Thc più alto non spettano alla Commissione agricoltura, mandando però quel testo a tutto il gruppo parlamentare (non solo ai componenti della sua Commissione), come se fosse l’orientamento di tutto il Movimento. E forse lo è davvero. Beninteso, Gallinella aveva espresso più volte la sua posizione pubblicamente. Ma il documento che vi proponiamo parla di orientamento generale del Movimento, una sorta di ordine di scuderia arrivato dall’ufficio legislativo a tutti i 200 parlamentari grillini, deputati e senatori. Insomma, la posizione ufficiale consigliata all’intero gruppo. E la “bocciatura” dell’emendamento firmato da Mantero sembra in effetti la concreta dimostrazione di come quel suggerimento sia stato accolto.

In tutto questo caos ci si chiede anche dove sono andate a finire tutte le altri parti politiche. Non pervenute.

Quali sono le prossime mosse? Volendo ci sarebbe ora la possibilità di proporre emendamenti nel passaggio alla Camera, ma a quanto ci risulta in quella sede verrà accettato solo un emendamento per Commissione, quindi è troppo difficile che sia quello legato alla canapa. Un altro strumento legislativo dove inserire emendamenti potrebbe essere il Milleproroghe di fine anno. Chissà. Oppure, con i tempi biblici che ne conseguono, una modifica parlamentare della 242. Che però, a quanto pare, nessuno sembra più volere.

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