La corsa della Thailandia verso la piena legalizzazione

Il primo ministro thailandese alla presentazione del sito del governo sulla cannabis medica ‘abbraccia’
Dr Ganja, la mascotte del progetto

Thailandia e marijuana medica: un binomio che sta diventando inossidabile. E così, negli ultimi mesi il governo del Paese del su-est asiatico sta intensificando gli sforzi per andare sempre più in là, limando una legislazione che presto permetterà a tutti i cittadini thailandesi di coltivare sei piante di cannabis nelle loro case e vendere al governo i loro raccolti, proprio con l’obiettivo di trasformarli in marijuana medica.

“Siamo in procinto di modificare le leggi per consentire l’uso medico della marijuana liberamente”, ha dichiarato il ministro della Sanità Anutin Charnvirakul, recentemente nominato a Bangkok. “Siamo fiduciosi, la marijuana sarà tra i principali prodotti agricoli per le famiglie tailandesi, sarà un grande volano per la crescita. Stiamo accelerando le modifiche alla legge”. Già a settembre, lo stesso Anutin annunciava: “Nel prossimo futuro, le famiglie saranno in grado di piantare cannabis nel retro dei loro giardini di casa, come qualsiasi altra erba”.

Oltre alla storica spinta per le normative “home grow”, la Thailandia ha costruito quella che il governo descrive come la più grande struttura di marijuana medica su scala industriale nel sud-est asiatico.

Il 2 settembre scorso, infatti, i ricercatori della Maejo University hanno piantato 12mila nuove piantine di marijuana a Chiang Mai, nel nord della Thailandia, sotto gli occhi attenti dei funzionari di governo e del Dipartimento del Servizio medico del governo.I risultati, che avranno un impatto enorme sull’approccio che la Thailandia sta portando avanti in materia, si vedranno nel giro di pochi mesi.

“L’università sarà un centro in cui le persone comuni possono imparare a piantare e coltivare cannabis di buona qualità. La cannabis non è un problema politico, non ha nulla a che fare con la politica. E’ un prodotto che può giovare alla salute delle persone”, ha detto Anutin.

Il passo dall’uso medico all’uso adulto è possibile? Secondo molti osservatori, sì. Al momento la marijuana resta vietata per l’uso ricreativo, ma non mancano le aperture anche da questo punto di vista. La cannabis pienamente legalizzata sarebbe un raccolto più significativo e redditizio per la Thailandia rispetto al riso, alla canna da zucchero, alla tapioca, alla gomma o ad altri prodotti nella sua economia prevalentemente agricola.

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