Tassa su cartine e filtri, la maggioranza prova a mettere una pezza

Due emendamenti al Milleproroghe potrebbero cancellare la misura contenuta nella legge di Bilancio nella quale si restringe ai soli tabaccai la vendita di cartine e filtri. A proporla sono due deputati di Pd e M5S. Il tentativo? Quello di rendere vana una norma che ha fatto parecchio storcere il naso a moltissimi operatori del settore, disorientati sia per la restrizione della vendita dei cosiddetti “accessori da tabacco”, sia per la scelta di introdurre un’imposta di consumo.

Ma al di là della tassa, quello che resta inaccettabile è la restrizione della vendita alla sola categoria dei tabaccai. Una mossa che definimmo “irragionevole” già a fine ottobre scorso quando cominciò a circolare una bozza della legge di Bilancio in cui se ne parlava.

E che ribadiamo ancora oggi: è davvero pazzesco limitarne la vendita in questo modo. Si tratta di un passaggio che non ha alcuna logica, se non quella di aiutare una sola categoria, quella dei tabaccai appunto. E a farne le spese sarebbero tutte le realtà che commercializzano quei prodotti (pensiamo ad esempio a tutti i growshop sparsi sul territorio nazionale).

Oltretutto è stata una mossa accompagnata da poca informazione, al punto da creare confusione tra gli operatori, almeno durante i primi giorni dell’anno.

Ci sono poi i risvolti di quella scelta. Conseguenze che sembrano toccare con mano posti di lavoro. La International Tobacco Agency (Ita), società di commercializzazione di articoli per fumatori, ha comunicato ad esempio di ‘non poter procedere’ all’annunciato piano di 140 assunzioni nei prossimi tre anni. Proprio a causa di quella norma.

Anche per questo in Parlamento si è pensato di agire. La deputata dem Alessia Rotta, prima firmataria di uno dei due emendamenti, ha spiegato a BeLeaf Magazine la ratio con cui ha presentato il suo emendamento: “È semplice, io sono per la liberalizzazione. Non possono essere soltanto i tabaccai a vendere le cartine”, ha sottolineato. E quanto alla questione dell’imposta, a suo giudizio “rischierà soltanto di aumentare il nero. Aumentassero piuttosto quella sul tabacco, senza toccare filtri e cartine”.

Cosa accadrà ora? Bisognerà vedere se quegli emendamenti passeranno il vaglio della Commissione Bilancio della Camera, ovvero il voto previsto per la settimana prossima. Intanto sono stati resi ammissibili, e già questo è un aspetto positivo da sottolineare (visti i due precedenti avvenuti con gli emendamenti sulle infiorescenze).

Non resta dunque che attendere qualche giorno, sperando in un voto favorevole, un voto dettato dal semplice buon senso. Staremo a vedere.

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