Fanno crociate contro la cannabis e intanto la cocaina si sta mangiando l’Italia

Se un tempo la cocaina era considerata la droga dei vip, quella che consumava chi aveva tanti soldi o chi frequentava gli ambienti di lusso, oggi non è più così. I fatti di cronaca ci mostrano che la diffusione e il consumo di cocaina è ovunque intorno a noi: da ‘Villa Inferno’ a Bologna alle piazze di spaccio nelle periferie, è la regina delle droghe. Ma tutti fanno finta di non vedere. Si preferisce, ogni volta, stupirsi e indignarsi.

L’ultimo, terribile caso, riguarda l’assassinio di Colleferro – alle porte di Roma – del ventunenne Willy Monteiro Duarte ad opera di due ( o forse più) energumeni già arrestati dalla polizia. Non è difficile ipotizzare che anche in questa occasione a muovere la furia omicida c’entri anche la cocaina, droga diffusa largamente in quelle zone (come nel resto d’Italia). Racconta all’agenzia di stampa Dire Mino Massimei, presidente del circolo Arci Montefortino 93 e attivista locale, che conosce bene quei luoghi: “Per un ragazzo qui è più facile intraprendere un’attività di spaccio, anche piccola, che tentare un tirocinio formativo o un primo contratto di lavoro subordinato, perché tra l’altro si guadagna di più. Poi un segmento di popolazione giovanile è affascinato dalla vecchia criminalità di 50-60enni e da un immaginario legato al culto della forza”.

E così, immediatamente la stampa si è affrettata a cercare un ‘mandante’ dell’omicidio: le palestre, le arti marziali, le serie tv, i videogame. Ma queste sono tutte concause di uno stesso generico e generalizzato disagio culturale e sociale. Un disagio che crea frustrazione e che trova nel senso di onnipotenza (temporanea) data dalla cocaina, un rifugio sicuro.

Non è un caso che l’età media dei consumatori si sia abbassata notevolmente e non è un caso che i sequestri di cocaina, nell’ultimo anno, siano aumentati ben del 127%, cioè sono triplicati rispetto al 2018, raggiungendo la quota record di 8,4 tonnellate sottratte al mercato illegale. A dirlo è la Relazione annuale 2020 della Direzione centrale per i servizi antidroga (Dcsa) che fotografa il consumo di sostanze illecite da parte degli italiani.

I dati ci dicono che, a fronte di uno numero di sequestri pressoché invariato rispetto agli anni scorsi, la sostanza più consumata è la cocaina. Seguita, altro dato che mette in allarme, da droghe sintetiche e nuove sostanze psicoattive. Crollano invece i sequestri di cannabis, complice anche la diffusione della cannabis light. E ancora: per il terzo anno consecutivo aumentano le morti per overdose, +11% rispetto al 2018, quasi la metà causata dall’eroina. Ma non solo: secondo il Global Drug Survey 2018, in rapporto alla popolazione, l’Italia è il paese che più fa consumo di cocaina in Europa mentre nel mondo ci battono, in questa poco gratificante classifica, solo Stati Uniti e Canada.

Insomma non c’è da scherzare o da minimizzare, non più. In Italia c’è un problema serio di diffusione di droghe ‘pesanti’ che generano violenza e arricchiscono i soliti noti. Cosa aspettiamo ad affrontare il problema seriamente?  Invece di strumentalizzare la canapa, non è questo il momento giusto per parlare davvero di legalizzazione della cannabis? Noi pensiamo di sì.

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