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Cannabis e cocaina: ecco cosa si consuma di più in Italia

Che uso si fa delle droghe in Italia? Chi consuma di più e cosa consuma? Ce lo dice l‘ultima relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia redatto dal Dipartimento per le politiche antidroga. Il prossimo è previsto per giugno 2024.

Che cosa si evince?

In Italia, come in molti altri Paesi europei, si sta osservando un aumento dell’uso di sostanze stupefacenti. Questo aumento è evidente sia nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 64 anni che tra i 15 e i 19 anni. In particolare, preoccupa l’incremento nell’uso tra i giovani rispetto ai dati del 2021, con un notevole aumento dei consumi, soprattutto di cannabinoidi sintetici e Nuove Sostanze Psicoattive (NPS).

I dati del 2022 indicano una persistente alta prevalenza di uso di cannabinoidi sintetici e NPS, che rappresentano circa il 10% dei consumi totali. Queste “sostanze di nuova generazione” sono principalmente acquistate tramite il mercato online.

Un altro dato preoccupante è l’uso di psicofarmaci nella fascia d’età tra i 15 e i 19 anni, che è aumentato significativamente rispetto al 2021.

Nel contesto generale degli usi, si osserva un aumento della purezza dell’hashish insieme a una diminuzione dei prezzi. Tuttavia, dal punto di vista della salute pubblica, c’è un aumento generale delle richieste di assistenza da parte dei servizi pubblici e delle comunità terapeutiche, insieme a un aumento dei ricoveri e degli accessi al Pronto Soccorso legati alle problematiche correlate alle droghe. Si registrano anche un aumento delle diagnosi di infezione da HIV e AIDS, in forma tardiva.

Cosa si consuma di più?

La cocaina continua a essere una delle sostanze più diffuse sul mercato delle droghe in Italia, con un aumento notevole dei quantitativi sequestrati negli ultimi quattro anni, provenienti principalmente dai paesi sudamericani. Tuttavia, la concentrazione media del principio attivo rimane stabile, così come il prezzo medio al chilogrammo e il prezzo di vendita al dettaglio. L’uso di cocaina sta crescendo anche tra i giovani.

La cannabis rimane la sostanza stupefacente più utilizzata in Italia, con oltre 47 tonnellate sequestrate nel 2022. La concentrazione di principio attivo nei campioni sequestrati è aumentata nel caso dell’hashish. La diffusione della cannabis è confermata anche dalle analisi delle acque reflue.

In cosa consiste questa analisi?

Si chiama “epidemiologia delle acque reflue” (Wastewater-Based Epidemiology – WBE)il metodo utilizzato per misurare il consumo di sostanze stupefacenti nella popolazione italiana. Le urine umane, contenenti tracce delle sostanze stupefacenti e dei loro metaboliti, finiscono nelle acque reflue urbane, che vengono campionate e analizzate. Queste analisi permettono di stimare il consumo totale di sostanze stupefacenti da parte dell’intera popolazione servita dal depuratore.

I risultati degli studi nel nostro Paese indicano che la cannabis è la sostanza più consumata in Italia, seguita dalla cocaina. I consumi di queste sostanze variano tra le diverse città, con alcune città che superano le 100 dosi al giorno per 1.000 abitanti. L’eroina è meno diffusa, ma ci sono cluster di consumo elevato, soprattutto nell’Italia centrale. Le altre sostanze stupefacenti come la metamfetamina, l’ecstasy e l’amfetamina sono meno comuni e presentano livelli di consumo più bassi. La reazione fornisce anche informazioni sui consumi di NPS, sottolineando che questi consumi sono generalmente bassi e variabili tra le città.

Boom Bologna

Caso scuola è Bologna: il capoluogo emiliano è infatti tra le città italiane con la più alta concentrazione di THC nelle acque. Livelli alti sono stati registrati anche per la cocaina (20 dosi al giorno ogni mille abitanti), ben oltre la media che oscilla tra le nove e le dodici dosi. La città si distingue anche nella classifica dei consumi di ketamina: dopo il piccolo comune di Merano (40mila abitanti), Bologna è prima per dosi giornaliere ogni mille abitanti (circa 20, in una media nazionale di circa cinque dosi).

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